grido della farfallaIeri sera si è conclusa la quinta edizione  de “Il Grido Della Farfalla”, meeting dell’informazione libera. L’ultima serata è stata dedicata alla premiazione dei giornalisti vincitori della seconda edizione del premio “Gruppo Dello Zuccherificio” per il giornalismo d’inchiesta.

Qui di seguito riportiamo ancora una volta i vincitori aggiungendo le motivazioni che hanno spinto la giuria a premiare quelle inchieste.

 

SEZIONE  NAZIONALE GIOVANI

-1° premio: Claudia Campese – “Confiscate e abbandonate”

Uno dei compiti del giornalismo d inchiesta è quello di raccontare le storie dal loro “lato oscuro”. Gli autori in questa inchiesta portano a galla la gestione dei beni confiscati in Italia. Tra confusione legiferativa e storture burocratiche il racconto esce dal binario puramente giornalistico e diventa il manifesto di un paese che vorremmo vedere diverso.

-2° premio: Il Clandestino – “Amici strozzini”

Un lavoro corale, quattro cronisti per amore che sfondano il tabù dell’omertà portando in superficie uno dei reati più subdoli e virulenti perché spesso perpetuato dall’estortore della “porta accanto”. Un’inchiesta condotta con linearità, chiarezza e coraggio che non ha paura di dire la verità e di mostrare a tutta la comunità il volto della violenza. Il Clandestino si dimostra ancora una volta fucina di talenti e soprattutto di persone per bene.

SEZIONE NAZIONALE

-1° premio: Andrea Palladino e Luciano Scalettari – “L’ultimo viaggio di Ilaria Alpi e Miran”

Una storia che molti hanno voluto dimenticare. Un’inchiesta che nasce e che cresce negli anni con il duplice scopo di restituire alla storia di due giornalisti onesti un finale di giustizia e verità. L’attenzione nei particolari, l’uso delle parole e degli spazi scandiscono il ritmo di un inchiesta che come un crescendo rossiniano ci porta accanto ai protagonisti negli ultimi istanti della loro vita, l’utilizzo della documentazione dimostra l’estrema professionalità degli autori, un lavoro perfetto che dimostra che anche in questo paese narcotizzato il giornalismo d’inchiesta è ancora vivo.

-2° premio: Antonio Mazzeo – “Mafia-Stato. La trattativa continua ora”

Mazzeo ha una grande capacità, ormai rara ne panorama giornalistico italiano, quella di riannodare con perizia e pazienza la storia degli uomini, partendo dal particolare di una piccolo paese del messinese per raggiungere l’apice di una delle storie più controverse degli ultimi 20 anni: la trattativa Stato/Mafia. Mazzeo fa i nomi, non si nasconde, nell’incedere del racconto crea curiosità nel lettore, l’invita a non credere alle verità di comodo dettate da media compiacenti ma di entrare nel merito e nella profondità delle cose. Un’inchiesta vera, di un militante che regala al giornalismo velinista una lezione di mestiere e onestà.

PREMIO HONORIS CAUSA

- David Oddone e Fabio D’Urso.  Una decisione della giuria che descrive la necessità di unire le storie e le battaglie di giornalisti del nord e del sud nella lotta alla mafia

Fabio D’Urso – In tutti questi anni, da una posizione scomoda ma autentica, ha lottato per custodire e tramandare quell’esperienza di vita e professionale rappresentata da “I Siciliani” di Pippo Fava. Lontano dai giornali ufficiali e dai riflettori, Fabio ha rappresentato un esempio di coerenza e lealtà verso il racconto dei fatti. Ha sempre rifiutato la trasformazione della notizia in merce e ha messo le parole al servizio degli ultimi, di quelli che rimangono indietro, di chi fa fatica a vivere. Un giornalismo residente e resistente quello che premiamo dunque oggi e che rappresenta una pagina significativa del giornalismo etico in Italia.

David Oddone –  Così come residente, resistente e etica e’ l’attività del giornalista David Oddone a San Marino. In questi anni di inchieste con caparbietà David ha saputo guardare dentro i palazzi del potere superando rischi, silenzi e omertà. Seguendo l’insegnamento di Falcone “Follow the money” ha ricostruito l’ingresso delle mafie nello Stato in cui vive. A David il premio honoris causa, perché continui a guardare dietro la versione ufficiale di fatti e di questi fatti sappia essere custode libero, nell’interesse generale della democrazia e dei cittadini. Sapendo, infine, di non essere più solo.

MENZIONE SPECIALE

- Ester Castano

L’inchiesta “Sedriano Ndrangheta Celeste” unisce il racconto dei fatti in modo dettagliato e documentato a una scrittura incalzante che invita alla lettura. E’ una inchiesta a testa alta, scritta con coraggio da una ragazza poco più che ventenne che non si fa scrupolo di attaccare i potenti e di denunciare le infiltrazioni mafiose nel suo territorio, nonostante le continue querele e calunnie alla quale è quotidianamente sottoposta.

Nei prossimi giorni pubblicheremo le parole di ringraziamento arrivate dai vincitori delle varie categorie del premio.

Il Gruppo dello Zuccherificio con la collaborazione della Casa delle Donne Ravenna e Linea Rosa Ravenna propone giovedì 16 e venerdì 17 maggio, dalle ore 17.00 alle ore 19.00,  presso il MAR (Museo d’Arte di Ravenna, via di Roma 13), il percorso multimediale “NON E’ AMORE”, ideato e promosso da Caritas Ambrosiana.

Abbiamo intervistato Sara Zandrini – Coordinatrice Area Formazione di Caritas Ambrosiana, che ci ha seguito e spronato nel portare il progetto a Ravenna.

- “Non é amore”, ci potrebbe spiegare di cosa si tratta?

Non è amore è un percorso multimediale il cui obiettivo è riflettere sul tema della violenza di genere e, più in generale, sulla questione ancora attuale anche in Italia della discriminazione di genere, terreno fertile su cui continua a crescere la violenza contro le donne. 

A Ravenna verrá allestito uno spazio per la visione del video prodotto da Caritas Ambrosiana e al termine della proiezione sará possibile parlare con le operatrici di Linea Rosa e Casa delle Donne per avere un confronto diretto con chi lavora su queste tematiche quotidianamente.

- Da quale esigenza nasce la volontá di parlare di violenza sulle donne?

Il maltrattamento e la violenza sulle donne sono al centro della riflessione e dell’impegno di Caritas non solo per intervenire concretamente a favore delle vittime ma anche per diffondere una cultura del rispetto, dell’uguaglianza, della dignità della donna.

Nella violenza di genere la Caritas riconosce primariamente la violazione della dignità umana, aggravata dal fatto che è forse la violenza più diffusa nel mondo e più tollerata socialmente. Le Nazioni Unite stimano che nell’arco della vita una donna su cinque sarà vittima di stupro, una su tre sarà maltrattata, abusata o costretta a rapporti sessuali contro la propria volontà da parte di un membro della famiglia o un conoscente.

La violenza di genere, qualunque siano le modalità con le quali viene esercitata, anche in Italia ha come presupposto l’attribuzione alla donna di un ruolo subordinato rispetto all’uomo. La parità sancita per legge non è ancora sufficiente a sradicare tradizioni e costumi di stampo patriarcale che perpetuano un modello culturale e sociale che svilisce le donne. La presa di coscienza della dignità della donna e il suo rispetto sono le condizioni che permettono il superamento della violenza di genere. La normativa e la denuncia sono strumenti imprescindibili nella lotta alla violenza ma un’effettiva parità nei rapporti uomo-donna è possibile solo attraverso un processo di messa in discussione profondo, e al contempo diffuso, contro i meccanismi di prevaricazione maschile.

- Perché parlare della violenza psicologica? Perché avete scelto questo taglio dell´argomento?

Ci siamo interrogati a lungo su quali elementi evidenziare e ci è sembrato che oggi sia la violenza psicologica quella più difficile da riconoscere, sia da parte dei giovani che dei meno giovani. Uno schiaffo parla immediatamente di sé, anche se poi magari viene ricondotto anche quello a significati diversi da quello che immediatamente tutti percepiamo come gesto violento.

Le relazioni segnate da atteggiamenti di sopraffazione, di controllo ossessivo, di isolamento della donna dalle relazioni con altre persone, di colpevolizzazione ingiustificata, di umiliazione, di costrizione e mancanza di libertà di scelta sono relazioni segnate da una violenza che non sempre si traduce anche in un’azione fisica violenta e, proprio per questo, rischiano spesso di non essere riconosciute per quello che sono e per il pericolo che portano con sé.

Il primo lavoro da fare, accanto alla tutela per le vittime di maltrattamento, è dunque un lavoro di tipo culturale ed educativo in cui rimettere al centro il tema della pari dignità e del rispetto incondizionato tra uomo e donna, nella ricerca di un modello di relazione fatto di accoglienza e di reciprocità che le donne e gli uomini devono pretendere da se stessi. È un percorso lungo che interroga, sollecita e coinvolge sia le donne che gli uomini: é necessario che ciascuno percepisca l’aberrazione insita nei comportamenti violenti, anche quelli che non sfociano in violenza fisica, e si faccia promotore di modalità costruttive e rispettose di interazione tra i generi.

 - Cosa rende questo progetto speciale  rispetto alle altre campagne contro la violenza sulle donne?

Sicuramente l’elemento per noi determinante è quello di riportare il problema all’attenzione di tutti affinchè tutti se ne facciano carico e di tenerlo strettamente connesso al tema della discriminazione delle donne. Sicuramente ci sono enti e servizi preposti alla tutela delle vittime che hanno bisogno di essere sostenuti nel loro lavoro e questo progetto cerca di metterne in evidenza l’importanza. Accanto a questo vogliamo anche che tutti sentano la responsabilità propria del lavoro culturale ed educativo sulla parità e il rispetto uomo-donna, senza delegarlo ad altri.

Tutti gli adulti sono chiamati a impegnarsi nell’impegno educativo quotidiano delle nuove generazioni e nella lotta contro ogni forma di discriminazione di genere e ogni condizione socio-economica che limiti la possibilità di esercitare i propri diritti di libere cittadine (si pensi all’inserimento lavorativo delle donne, alla conciliazione lavoro-famiglia, ai redditi mediamente inferiori a quelli degli uomini, alla rappresentanza femminile nelle posizioni dirigenziali, ecc.). C’è un lavoro comunitario da ricostruire in cui ciascuno ha un ruolo importante perché ciascuno è modello educativo per chi gli è accanto.

- A Milano, durante la fiera “Fá la cosa giusta” che tipo di risposta avete avuto dal pubblico che ha fatto il percorso? Che utilitá immediata avete riscontrato nei colloqui tra operatrici e pubblico?

Nei tre giorni di fiera sono stati circa 1500 i visitatori dello stand, persone di tutte le età (eccetto i bambini perché l’accesso era riservato ai maggiori di 14 anni), uomini e donne (anche se con una netta prevalenza di donne). Nessuno tra coloro che ha visitato lo stand è uscito dal percorso esattamente come era entrato: è stata un’esperienza di impatto, per alcuni di più, per altri di meno, per tutti sicuramente un momento di riflessione su sé, sui propri legami, sulla società di cui si è parte. Per molti è stata l’occasione per osservare l’ambiguità di certi atteggiamenti che si rischia di non riconoscere come “campanelli d’allarme” di relazioni pericolose.

Per qualcuno è stata l’occasione per avere il contatto per un percorso da avviare con le  operatrici di Caritas, che potranno quindi sostenere un percorso di uscita dal dramma.

Un dato è particolarmente significativo: moltissimi sono stati i giovani tra i 16 e i 25 anni che hanno visitato lo stand e che si sono fermati a chiacchierare con le operatrici della Caritas. Ci ha colpito come nelle “chiacchierate” con loro si parlasse di maltrattamento ma anche molto di amore, di relazioni di coppia, dimostrando la centralità di questo argomento per i giovani, come è giusto, ma anche il bisogno di darsi occasioni per approfondire e confrontarsi su chiavi di lettura e strumenti per vivere correttamente le relazioni uomo-donna.

Sabato 18 maggio, alle ore 21.00, in Piazza San Francesco a Ravenna,  si terrà la Tavola Rotonda sul tema “Ripudiare la violenza di genere”, con il confronto tra vari esperti esperti che metteranno luce sotto varie angolature e sfaccettature.

Ci confronteremo con: Diva Ponti, coordinatrice dell’associazione Liberedonne che gestisce la Casa delle Donne di Ravenna – Alessandra Bagnare, presidente del centro antiviolenza Linea Rosa Ravenna – Michele Poli, membro dell’associazione nazionale Maschile Plurale – Nadia Somma, giornalista de il Fatto Quotidiano e presidente dell’associazione “Demetra – Donne in Aiuto”.

Infine per tutta la durata del Grido della Farfalla, Meeting dell’Informazione Libera, che si terrà in p.za San Francesco dal 16 al 19 maggio, sarà sempre disponibile l’installazione “Passi Interrotti”, un ulteriore modo per riflettere. Una installazione semplice ma che mozza il fiato. Un modo per ricordare anche la nostra concittadina Adela Simona Andro uccisa per mano del suo compagno il 2 aprile 2013.

Per non dimenticare, ma soprattutto per far sì che non accada di nuovo.

Paola – Gruppo dello Zuccherificio -

Leghiamo la città con un filo - Piazza del Popolo - Ravenna

Leghiamo la città con un filo – Piazza del Popolo – Ravenna

Piazza del Popolo coperta e legata da una rete alta e sospesa di nastri colorati. Svegliare la città con quel senso di meraviglia  improvviso che in una parola si chiama stupore.

Questo è il punto di partenza del progetto  “Leghiamo la città con un filo”, un’installazione urbana partecipata, realizzata dal Gruppo dello Zuccherificio che avrà luogo da lunedì 13 a domenica 19 maggio e aprirà la settimana del Grido della Farfalla (scarica il programma qui). E’ un percorso di riscoperta dei rapporti umani nella loro semplicità, di riaffermazione del piacere di stare insieme e di condividere qualcosa, sia esso un muretto, una piazza o un vicinato.
Un semplice filo colorato che ognuno dovrà attaccare alla porta del proprio vicino di casa. Ecco perchè si parla di installazione “partecipata”.  Sarà un cordone che, in tanti piccoli gesti, collegherà  tutte le case di Ravenna e ricorderà a noi e a chi vive accanto a noi che abitiamo vicini e abbiamo ancora qualcosa da condividere.

Che insieme ci si può divertire, ci si può aiutare, scambiarsi un po’ di farina o anche solo un sorriso. Che ricorderà, a chi lo avesse dimenticato, che si é tutti parte di qualcosa.

Quello che viene richiesto ad ogni persona è semplicemente di legare il filo, attaccarvi un post-it con un pensiero per il vicino e di fare una foto (da inviare all’indirizzo gruppodellozuccherificio@gmail.com).

Le foto diventeranno parte di un mostra fotografica durante il Grido della Farfalla. Il filo potrà essere qualsiasi cosa, anche un nastro da regalo, e potrà essere legato in ogni modo. L’unica cosa che si richiede è la fantasia.

Sono già state coinvolte parecchie associazioni e liberi cittadini e la prima reazione al progetto è stata di entusiasmo da una parte ma anche di scetticismo: “ Bella idea, ma pensi che un ravennate lo faccia? ”
Molte persone hanno già confermato che faranno il primo gesto. In fondo, pensandoci un attimo, si tratta solo di un filo, un pezzetto di carta ed un pensiero: le cose più semplici del mondo.

E quel senso di stranezza, o la vergogna che si prova immaginandosi nell’attaccare questo filo, non vale minimamente ciò che quest’azione significherà per chi la compirà e per chi la riceverà.

Da bravi scettici bisogna anche ricordare che  ricostruire la propria comunità non è responsabilità d’altri, ma che siamo noi a dovere ripartire da noi stessi e dai nostri gesti.  Da quelli più semplici. Da quelli che alle volte ci fanno sentire un po’ stupidi ed impacciati ma che alla fine ci fanno sorridere, con leggerezza.

E quindi, cosa aspettiamo?

Leghiamo la città con un filo - Piazza del Popolo - Ravenna

Leghiamo la città con un filo – Piazza del Popolo – Ravenna

volantino Grido Della Farfalla 2013Torna “Il Grido Della Farfalla”, meeting dell’informazione libera, organizzato dall’associazione “Gruppo dello Zuccherificio”, in collaborazione con il Comune di Ravenna e con il sostegno di Fondazione Del Monte, ANPI, Confesercenti, LegaCoop e Istituzione Biblioteca Classense.
Il meeting, giunto alla 5° edizione, riempirà la splendida cornice di piazza San Francesco a Ravenna con numerosi incontri dal 16 al 19 maggio.

Il programma di quest’anno prevede incontri e discussioni sui temi approfonditi dall’associazione durante tutto l’anno: democrazia partecipata, istruzione e educazione, valorizzazione delle diversità, diritti, lavoro giovanile, contrasto alla violenza sulle donne, importanza dell’informazione nella nostra vita quotidiana e nella lotta alle mafie.

Si partirà giovedì 16 alle ore 21 parlando dell’importanza dell’istruzione e educazione all’interno della nostra democrazia assieme a Mila Spicola, giornalista de L’Unità e autrice del libro “La scuola s’è rotta” (Einaudi) e Girolamo De Michele, autore di “La scuola è di tutti. Ripensarla, costruirla, difenderla” (Minimum Fax).

Venerdì 17 la giornata incomincia alle ore 17 con l’evento a cura di Arcigay “Contrasto Attivo al Bullismo e alle Discriminazioni: l’esperienza nelle scuole. Proposte per il futuro.” a cui interverranno Flavio Romani presidente nazionale Arcigay, Giorgio Dell’Amico, responsabile migranti LGBT, Bruno Moroni, responsabile coming-out dell’Arcigay nazionale, insieme a Michele Dotti, antropologo formatore di didattica interculturale nelle scuole. Condurrà il dibattito Tania Noanda Moroni , presidentessa Arcigay Frida Byron.
Alle ore 19, grazie alla presenza di Maurizio Fiasco (sociologo, consulente della Consulta Nazionale Antiusura, esperto in dipendenze patologiche) avremo modo di trattare il tema del gioco d’azzardo, che stiamo trattando in prima persona da diversi anni, nell’approfondimento e nell’informazione prima dal punto di vista criminogeno e poi da quello sociale. In questo incontro ci sarà modo di raccontare la campagna realizzata con RavennaCinema e il Comune di Ravenna chiamata “Per non morire di gioco d’azzardo” e di premiare le opere artistiche realizzate da ragazzi di età inferiore ai 25 anni che hanno vinto il concorso “Un antidoto per non morire di gioco d’azzardo”.

La giornata di sabato 18 sarà totalmente dedicata al tema dei diritti: si inizia alle 17 con un dibattito sulle nuove povertà e sulle possibili forme di aiuto di coinvolgimento dei senza fissa dimora, durante il quale interverrà un membro dell’associazione Avvocato di Strada e due di Fuori Binario, il giornale dei senza dimora di Firenze.
La giornata proseguirà alle 19 con un incontro con Walter Passerini, giornalista, ideatore e direttore di Corriere Lavoro, coordinato dai ragazzi de Il Calimero, giornale studentesco, che intervisteranno l’autore sui temi dei diritti del lavoro per i giovani. L’incontro delle 21 sarà invece incentrato sul femminicidio e sul fenomeno, purtroppo in costante aumento, della violenza sulle donne in una tavola rotonda cui parteciperanno Nadia Somma, giornalista de Il Fatto Quotidiano e presidentessa dell’associazione Demetra – Donne in aiuto di Lugo, Diva Ponti, coordinatrice dell’associazione Liberedonne, Alessandra Bagnara, vice comandante della Polizia Municipale di Ravenna e presidente del centro antiviolenza Linea Rosa, e MichelePoli, membro dell’associazione nazionale Maschile Plurale e  dell’associazione Centro Ascolto uomini maltrattanti di Firenze.

Domenica 19 sarà uno spazio interamente dedicato all’informazione. Si comincerà alle ore 17 con “La guerra raccontata in tv”, a cura di Claudio Lanconelli di Argentica. Saranno ospiti del dibattito Marta Gatti, giornalista di Radio Popolare Milano, e Fulvio di Giuseppe, giornalista de La Repubblica.
La seconda parte della giornata è dedicata al contrasto alla criminalità organizzata, con l’incontro “Combattere la mafia…questione di coraggio?” al quale parteciperanno Gaetano Alessi, fondatore del giornale Ad Est ed autore del libro Le Eredità di Vittoria Giunti, David Oddone, giornalista professionista presso La Voce di Romagna, Il Messaggero e L’informazione di San Marino, e Fabio D’Urso e Luciano Bruno, giornalisti de I Siciliani Giovani.
Come l’anno scorso la giornata si concluderà con la premiazione dei vincitori della seconda edizione del premio Gruppo Dello Zuccherificio per il giornalismo d’inchiesta. Quest’anno a vincere il concorso per la sezione Giovani sono stati Claudia Campese con l’inchiesta “Confiscate e abbandonate”  sulle aziende sottratte ai bossa a Catania pubblicato da Left, e al secondo posto i colleghi de Il Clandestino di Modica che, sul mensile omonimo, hanno realizzato, a quattro mani, una inchiesta sugli usurai della porta accanto intitolata “Amici strozzini”. Per la categoria nazionale le due inchieste premiate sono state: “L’ultimo viaggio di Ilaria e Miran” di Luciano Scalettari e Andrea Palladino, pubblicata su Il Fatto Quotidiano e “Mafia-Stato. La trattativa continua ora” di Antonino Mazzeo, comparsa su I Siciliani Giovani. Insieme ai premi tradizionali sono stati assegnati anche una “menzione speciale” alla giornalista Ester Castano, autrice di inchieste e articoli sulla mafia al Nord e un premio Honoris Causa ai giornalisti David Oddone e Fabio D’Urso, che al nord come al sud portano avanti un giornalismo etico contro le mafie.
Grande novità di quest’anno all’interno del Grido della Farfalla sono alcuni eventi collaterali creati con l’intenzione di voler coinvolgere la città ed i cittadini su più livelli: Non è amore, percorso multimediale di Caritas Ambrosiana contro la violenza sulle donne gestito dalle volontarie della Casa delle Donne, Leghiamo la Città con un filo (qui la descrizione), progetto di installazione urbana partecipata, Televisioni di una guerra, mostra/installazione fotografica di Claudio Lanconelli sulla percezione della guerra attraverso la TV e Passi interrotti, scarpe in piazza per dire basta alla violenza di genere in collaborazione con Città@ttiva.

Contatti:
www.gruppodellozuccherificio.org
gruppodellozuccherificio@gmail.com – Silvia 349.6573908

La giuria della seconda edizione del Premio Gruppo dello zuccherificio per il giornalismo d’inchiesta si è riunita per la decisione dei vincitori nella giornata di ieri, 4 maggio 2013.
Le inchieste pervenute sono state 89, divise in 34 per la sezione nazionale giovani e 55 per la sezione nazionale. I partecipanti sono stati 79.

Riportiamo di seguito i nomi dei vincitori e le inchieste premiate:

sezione NAZIONALE GIOVANI

-1° premio: Claudia Campese – “Confiscate e abbandonate”

-2° premio: Il Clandestino – “Amici strozzini”

sezione NAZIONALE

-1° premio: Andrea Palladino e Luciano Scalettari – “L’ultimo viaggio di Ilaria Alpi e Miran”

-2° premio: Antonio Mazzeo – “Mafia-Stato. La trattativa continua ora”

premio HONORIS CAUSA

David Oddone e Fabio D’Urso.

Una decisione della giuria che descrive la necessità di unire le storie e le battaglie di giornalisti del nord e del sud nella lotta alla mafia

Inoltre la giuria ha espresso una menzione speciale per:

Ester Castano – “Sedriano ‘ndrangheta celeste”

Un’inchiesta che ha suscitato molto interesse tra tutti i giurati

volantino Grido 2013Dal 16 al 19 maggio nella splendida cornice di piazza S.Francesco a Ravenna si terrà il  “Grido Della Farfalla”, 5° Meeting dell’Informazione Libera. Una quattro giorni, come ogni anno, ricca di eventi e di ospiti. Oltre al tema centrale dello stato di salute del sistema informativo italiano, quest’anno abbiamo deciso di dedicare alcuni incontri a temi di attualità che spesso vengono poco considerati dai media tradizionali: l’importanza del ruolo dell’educazione della società; la rappresentanza nella nostra democrazia; i diritti dei giovani, delle donen e dei senza fissa dimora.

All’interno del festival avverranno le premiazioni dei vincitori del premio nazionale “Gruppo Dello Zuccherificio” per il giornalismo d’inchiesta che quest’anno ha visto la partecipazione di oltre 70 giornalisti provenienti da quasi tutte le Regioni italiane.

Quest’anno abbiamo pensato anche ad una novità. All’interno del “Grido Della Farfalla” saranno presenti eventi collaterali come installazioni o mostre per sensibilizzare le persone a temi secondo noi importanti.

Il meeting si avvale del supporto come media partner di Ravenna&Dintorni e vede il constributo del Comune di Ravenna e il sostegno di molte altre associazioni che collaborano con noi durante le attività di tutto l’anno: ANPI, LegaCoop, Articolo21, Altreconomia, LiberaInformazione, Casa Delle Donne, Caracò Editore.

Qui potete scaricare il programma completo in pdf: IL GRIDO DELLA FARFALLA 2013

Oppure potete leggere il programma qui di seguito:

GIOVEDÌ 16 MAGGIO

Ore 21.00“Educazione: chi e come, ma soprattutto perché”

MILA SPICOLA, curatrice del blog ‘La ricreazione non aspetta’ su L’Unità, fondatrice e presidente dell’associazione nazionale ‘Donne Invisibili’, autrice del libro “La scuola s’è rotta”, collabora con diverse riviste tra cui Micromega.

GIROLAMO DE MICHELE, romanziere, redattore dell’e-magazine Carmilla e autore del saggio “La scuola è di tutti. Ripensarla, costruirla, difenderla”.

VENERDÌ 17 MAGGIO

Ore 17.00“Educazione e partecipazione contro le discriminazioni”

ARCIGAY presenterà un progetto svolto nelle scuole sui temi bullismo e discriminazioni e condurrà un esperimento di partecipazione portando a sviluppare idee di prevenzione.

Ore 19.00“Scopriamo le carte del gioco d’azzardo”

MAURIZIO FIASCO, sociologo, consulente della Consulta Nazionale Antiusura, esperto in dipendenze patologiche.

Ore 21.00“Democrazia: l’importante è partecipare”

GIANFRANCO PASQUINO, politologo e docente universitario, autore di decine di saggi, tra i quali “Le parole della politica”, “Politica è…” e “Finale di partita. Tramonto di una Repubblica”.

LUCA DE BIASE, giornalista, direttore scientifico di ‘Digital Accademia’, caporedattore de Il Sole24Ore, fondatore di ‘Nova24’ e presidente della ‘Fondazione Ahref’. Docente all’Università IULM di Milano, autore di “Cambiare pagina” ed “Economia della felicità”.

SABATO 18 MAGGIO

Ore 17.00“Informarsi ed informare come strada per il riscatto”

FUORI BINARIO, il ‘Giornale di Strada dei Senza Dimora’ di Firenze, autogestito e autofinanziato, un ‘giornale di strada, fatto, scritto e distribuito dalle persone che vivono il disagio sulla propria pelle o che ad esso sono molto vicino’.

AVVOCATO DI STRADA, organizzazione di volontariato che si propone di offrire, tra le altre cose, tutela legale gratuita alle persone senza dimora.

Ore 19.00“Rassegnati a 20 anni: la chimera del lavoro per i giovani”

WALTER PASSERINI, giornalista, ideatore e direttore di ‘Corriere Lavoro’, primo settimanale di un grande quotidiano dedicato al lavoro. Curatore per La Stampa dell’inserto ‘Tuttolavoro’, autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche e televisive. Autore, con Ignazio Marino, del libro “Senza pensioni”.

Ore 21.00“Ripudiare la violenza di genere”

Introdurrà la serata un reading poetico a cura della compagnia Le Rivoluzionarie.

NADIA SOMMA, giornalista ravennate, condivide con Mario De Maglie un blog su Il Fatto Quotidiano. Dal 2005 è presidente dell’associazione ‘Demetra – Donne in aiuto’ di Lugo.

DIVA PONTI, coordinatrice dell’associazione di promozione sociale ‘Liberedonne’, che ha lo scopo di  gestire la Casa delle Donne di recente aperta a Ravenna.

ALESSANDRA BAGNARA, vice comandante della Polizia Municipale di Ravenna e presidente del centro antiviolenza ‘Linea Rosa’ di Ravenna.

DOMENICA 19 MAGGIO

Ore 17.00“La guerra raccontata in TV”

CLAUDIO LANCONELLI, fotografo, membro fondatore dell’associazione fotografica ravennate ‘Argentica’, ideatore dell’installazione.

MARTA GATTI, giornalista, collabora con la redazione di Radio Popolare a Milano, si occupa tra le altre cose di guerre dimenticate nel continente africano.

FULVIO DI GIUSEPPE, laureato ad Urbino con una tesi sui media ed il racconto di guerra, è giornalista e lavora presso la redazione di Bari de La Repubblica.

Ore 19.00“Combattere la mafia: questione di coraggio?”

DAVID ODDONE, giornalista professionista, dal 2006 lavora a San Marino. Ha lavorato per La Voce di Romagna e Il Messaggero. Oggi lavora per L’informazione di San Marino.

GAETANO ALESSI, Vincitore nel 2011 del Premio nazionale di Giornalismo ‘Giuseppe Fava’. Nel 2003 fonda il giornale “Ad Est” con il quale conduce campagne sociali e si schiera senza compromessi contro il potere della famiglia Cuffaro. Autore del libro “Le Eredità di Vittoria Giunti”.

Ore 21.00“Premio ‘Gruppo Dello Zuccherificio’ per il giornalismo d’inchiesta”

Saranno presenti i vincitori dell’edizione 2013 del premio e la giuria che ha selezionato le inchieste vincitrici. Parteciperanno all’incontro anche i giurati LORIS MAZZETTI, CARLA BARONCELLI e GAETANO ALESSI.

EVENTI COLLATERALI & INSTALLAZIONI

Con l’idea di voler coinvolgere la città ed i cittadini su più livelli, all’interno della 5° edizione Grido Della Farfalla ospiterà al suo interno una serie di installazioni ed eventi paralleli.

“Non è amore”, videoproiezione contro la violenza sulle donne.

“Leghiamo la Città con un filo”, progetto di installazione urbana partecipata in Piazza Del Popolo.

“Televisioni di una guerra”, mostra/installazione fotografica sulla percezione della guerra attraverso la TV.

“Passi interrotti”, scarpe in piazza per dire basta alla violenza di genere.

Sabato 4 maggio, dalle ore 21, all’auditorium comunale di Conselice: un incontro per capire come i nuovi media hanno cambiato il modo di fare e di leggere l’informazione.

Rivoluzione Quotidiana

Durante la serata verranno proclamati i vincitori del “Premio Gruppo Dello Zuccherificio” per il giornalismo d’inchiesta.

Saranno presenti:
- Loris Mazzetti (Capostruttura Rai Tre)
- Giorgio Santelli (Giornalista RaiNews24 e Articolo21)
- Carla Baroncelli (Giornalista Tg2)
- Norma Ferrara (LiberaInformazione)
- Gaetano Alessi (AdEst)

Si potrà seguire la serata di proclamazione in diretta twitter collegandosi al profilo @GZuccherificio o seguendo l’hashtag #gdf2013.
Per ogni altra informazione:
- gruppodellozuccherificio@gmail.com
- 3295356864