GRUPPO DELLO ZUCCHERIFICIO

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UN MONDO DI DONNE TALMENTE BELLE – Una giornata con le Brigate Teatrali Omsa -

Pochi giorni prima del ciclo di incontri organizzato a Bologna dal comitato “Se non ora quando” per parlare di “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”, mi piace riproporre l’appello lanciato, dalle pagine de l’Espresso, dall’antropologa francese Françoise Héritier alle donne:

“Abbiate fiducia in voi stesse. Sappiate che siete capaci di fare tutto. Abbiate coscienza di tutte le disparità che esistono, dei gesti che cercano di limitarvi. Dite no, quando occorre. E infine: partecipate ad azioni collettive, dimostrate ciò che valete e rifiutate tutti i gesti che possono mettervi in ridicolo.”

Un appello che sembra raccontare la storia di alcune operaie OMSA che hanno deciso di lottare per il diritto al lavoro. Queste donne vogliono raccontare la loro vicenda e cercano ogni mezzo possibile per informare e resistere.

Una storia fatta di 55 giorni di presidio costante, giorno e notte, davanti ai cancelli OMSA, 55 giorni freddissimi in cui le lavoratrici hanno fatto fronte comune per respingere con forza la decisione di chiusura dell’azienda. Una storia raccontata dai tanti interventi in trasmissioni televisive “Striscia la Notizia”, “Anno Zero”, “Rai per una Notte” e presto anche “Presa diretta”. Una storia fatta di manifestazioni per le strade di Faenza. Di concerti, proiezioni di film e seminari con esperti di diritto del lavoro. Una città che è stata sensibilizzata usando la cultura, la musica e il teatro.

La nuova sfida diventa, infatti, il teatro. Usare il teatro di strada come nuovo mezzo per raccontarsi. Fondamentale l’incontro con “Teatro Due Mondi” e la compagnia francese “De l’Unitè”.

E così: operaie OMSA, attori e attrici professionisti, attori e attrici improvvisati, si sono mescolati e hanno dato corpo e anima alle Brigate Teatrali OMSA.

Donne e uomini in giacca rossa e pantalone nero che marciando, correndo, narrando, abbracciando passanti, stendendosi a terra lungo una linea immaginaria tesa nell’asfalto raccontano la storia di 350 operaie licenziate da un imprenditore che sfrutta la crisi per fari i suoi interessi senza alcun vincolo di legge che lo impedisca e senza nemmeno vincoli morali dettati dall’articolo 41 della Costituzione.

“Abbiate fiducia in voi stesse. Sappiate che siete capaci di fare tutto. Abbiate coscienza di tutte le disparità che esistono, dei gesti che cercano di limitarvi. Dite no, quando occorre. E infine: partecipate ad azioni collettive, dimostrate ciò che valete e rifiutate tutti i gesti che possono mettervi in ridicolo.” Voglio ripetere queste parole perchè mi sembrano calzanti: fiducia, capaci di fare tutto, coscienza, azioni collettive, valete, rifiutate.

Incontriamo Giulia, educatrice di Faenza, che ci racconta la sua esperienza nelle Brigate.

Come sei venuta a conoscenza delle Brigate e cosa ti ha spinto a farne parte?

Tramite una mia amica ho partecipato al primo laboratorio che il Teatro Due Mondi ha organizzato, in collaborazione a due registi teatrali francesi, per sostenere le operaie che lavoravano all’Omsa.
Sono rimasta colpita dal fatto che una compagnia teatrale si impegnasse nel fare un laboratorio con le operaie e per le operaie, quindi che un percorso artistico avesse come obiettivo quello di dare una voce reale a persone che si trovano in una situazione di difficoltà. Mi ha colpito in maniera positiva l’impegno nel raccontare, attraverso l’azione teatrale, la storia di queste donne coraggiose e soprattutto i loro sentimenti. Sono convinta che il teatro sia uno strumento di comunicazione ed espressione potente. Penso che il teatro sia anche un importante percorso di crescita e di incontro. Quindi mi ha spinta a fare parte delle Brigate la volontà di esprimere e comunicare la storia delle operaie Omsa, di raccontare insieme a loro la storia di donne e lavoratrici, di essere una voce insieme alle loro.

Quale parte dello spettacolo ti emoziona di più?

La parte dello spettacolo che mi emoziona di più è la scena che noi chiamiamo Tai Ji. In questa scena ci sono tre operaie che raccontano la loro storia di lavoratrici all’Omsa, quella quotidianità che ora non hanno più. Questa scena mi emoziona molto proprio perchè comunica con grande intensità l’esperienza di queste donne, racconta una quotidianità che nonostante le difficoltà del lavoro apparteneva ad ognuna di loro; mi emoziona perchè racconta anche l’interruzione di questa quotidianità e il sentimento di amarezza verso la mancanza del riconoscimento di tutto il lavoro fatto e vissuto, verso la mancanza di un’alternativa.

Qual è, a tuo avviso, l’obiettivo della rappresentazione teatrale di strada?

Io penso che l’obiettivo delle Brigate, dello scendere in piazza col teatro, è certamente quello di arrivare alle persone, di portare un messaggio, di farsi ascoltare, di creare conoscenza, rispetto, unione. Posso riportare le parole che ho sentito più volte dalle operaie Omsa “Ho conosciuto persone da cui mi sono sentita ascoltata in questa esperienza di teatro…”, posso dire che lo comprendo, che l’incontro dà fiducia ed è quindi un obiettivo più che importante. Inoltre mi sono accorta che c’è uno spiraglio di luce, anche se non sarà facile percorrerlo, perchè nelle piazze ho respirato anche attenzione e sensibilità da parte della gente e credo che questo sia un buon risultato attuale.

Ha senso parlare di Nuova Resistenza per la nostra generazione?

 Si, lo ha e ritengo che sia molto importante avere coscienza del “A che cosa resistiamo” e del “Per che cosa resistiamo”. Personalmente credo nel valore di una lotta culturale contro quelle categorie del pensiero che tendono a semplificare aspetti profondi dell’uomo e della società; che non lasciano spazio all’identità delle persone, dei luoghi e dei sentimenti positivi. Una lotta per salvare noi stessi e perché esistano sentimenti quali la fiducia e la speranza. Resistiamo, quindi, al valore solo economico, alla ricerca fine a se stessa; resistiamo per una ricerca diversa, per salvare l’identità di quel pensiero e di quel sentire che vuole costruire, perché no, anche un mondo migliore.

Le parole di Giulia, gli sguardi tesi delle ragazze dell’Omsa, le battute di Samuela per smorzare la tensione sull’autobus, l’agitazione di Alberto Grilli (regista del Teatro Due Mondi) per la telecamera  puntata in volto, Nadia che incita le colleghe prima dell’intervista “Ohi, niente piagnistei”, le prove dello spettacolo in corsa, il cambio di vestiti in Autogrill, tutto quanto creava un’atmosfera unica su quell’autobus che ci portava a Mantova il 15 gennaio. Sensazioni forti che mi hanno fatto riecheggiare in testa parti del testo di Gaber Una donna:  “Una donna che resiste tenace – una donna diversa ma sempre uguale”, “Un mondo di donne talmente belle”.

La campagna delle Brigate continua a Pisa il 10 marzo. Siamo tutti invitati a  lottare con loro.

Paola – Gruppo Dello Zuccherificio

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2 commenti su “UN MONDO DI DONNE TALMENTE BELLE – Una giornata con le Brigate Teatrali Omsa -

  1. mtrta
    12 febbraio 2012

    ho visto le donne dell omsa in piazza a ravenna la giornata era di quelle speciali se non ora quando . ho incontrato i loro gesti quotidiani e ripetuti del lavoro in fabbrica e ho incontrato il teatro magnifica rivoluzione culturale

    • paola
      12 febbraio 2012

      E’ incredibile la forza di un mezzo di comunicazione come il teatro. E’ proprio vero che la rivoluzione parte dall’arte, che è necessario finanziare l’arte e la cultura per salvare e aiutare lo sviluppo di un Paese.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 febbraio 2012 da in Articoli GDZ con tag , , , .

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