I Giorni della Vendemmia, film indipendente dell’esordiente Marco Righi, soddisfa a pieno il desiderio di vedere sul grande schermo genuina qualità.
È la trama, con la sua aria inoffensiva, a trarci in inganno: campagna emiliana di inizio anni 80, la famiglia di Elia accetta l’aiuto della bellissima Emilia per il periodo delle vendemmia, con il risultato di un previsto e atteso sconvolgimento sentimentale del ragazzo. C’è qualcosa di più di un amore adolescenziale: l’incontro/scontro tra Elia e Emilia è l’incontro e lo scontro tra campagna e città, adolescenza e età adulta,tradizione e modernità, comunismo e cattolicesimo. Il tutto assemblato dalla famiglia di Elia, da quello che ogni singolo personaggio simboleggia (senza esserne la macchietta): un periodo storico, un valore, un sogno, un ruolo.
Ma il film ci regala molto di più: un realismo puro che riesce ad accogliere, senza forzature o stridori, una sequenza onirica forte e inaspettata che riempie gli occhi di pura bellezza visiva.
È l’autenticità, la “complessa semplicità” delle cose, la naturalezza senza volgarità che ci conquista, come la faccia pulita di Elia – Marco D’Agostin, che sembra racchiudere nel proprio sguardo limpido e profondo l’essenza dell’intero film.
Quattordici giorni di riprese e il budget di uno spot da trenta secondi per 80 minuti di Bel Cinema Italiano.
Ambra – Gruppo Dello Zuccherificio



