CRISI ECONOMICA: effetti sulla provincia di Ravenna

di Paola RESTA

Viviamo in tempi di crisi.

Ma ne siamo sicuri?

Cosa vuol dire che la nostra economia è in crisi?

Perchè ci sentiamo ossessionati da questa parola: CRISI.

Ci sentiamo disorientati e increduli quando ascoltiamo le notizie di economia al telegiornale semplicemente per il fatto che non sappiamo di cosa stiano parlando. Non conoscendo il fenomeno non possiamo nemmeno capirlo. Mentre gli Stati Uniti si piegavano sotto il peso della crisi, in Italia eravamo fortunati: non eravamo stati colpiti, al massimo in maniera marginale. Mentre poi l’Europa ne stava uscendo, in Italia, per fortuna, eravamo in testa nel processo di ripresa. Insomma, la crisi non c’era, ma se anche ci fosse mai stata, ne siamo usciti alla grande. Questo è quanto i media ci hanno fatto percepire. Ma la situazione reale qual è? Non serve parlare della situazione a livello mondiale, dei massimi sistemi, se già non sappiamo come sta sopravvivendo alla crisi l’azienda a fianco la nostra.
L’idea è questa: semplificare l’argomento e capire quanto la provincia di Ravenna è stata coinvolta nella crisi economica.Iniziamo allora dalle definizioni, tentando di non dare per scontato nessun concetto chiave.

Crisi: fase difficile da superare;
Crisi economica: periodo di calo della produzione e/o del reddito;
Ammortizzatori sociali: serie di aiuti messi a disposizione dallo Stato per salvaguardare il reddito del lavoratore nel caso in cui ci sia il forte rischio di licenziamenti collettivi
Alcuni esempi di ammortizzatori sociali:
Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO):  è stata istituita nel 1945.  Il concetto chiave è che la crisi viene considerata passeggera, quindi ora si produce meno e ho meno bisogno di lavoratori per produrre, ma domani le cose miglioreranno e tutto riprenderà  il solito corso. Quindi io imprenditore invece di licenziare il dipendente, lo lascio in stand-by. Il dipendente non lavora, o lavora meno, e percepisce una parte del suo stipendio. Quando la crisi sarà finita, tornerà al suo posto di lavoro. Questo aiuto può durare al massimo 13 settimane, più eventuali proroghe fino a 12 mesi.
Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS): È stata introdotta nel 1968. In questo caso la crisi non è più percepita come passeggera, qui la situazione si fa pesante. In questo caso si sa già che il personale verrà licenziato, ma lo si vuole fare in modo graduale. Si vuole diluire i licenziamenti in un lasso di tempo maggiore, per non portare ai danni sociali creati dai licenziamenti collettivi. La CIGS può durare al massimo 12 mesi (per crisi aziendali) o 24 mesi (per riorganizzazioni aziendali).
Cassa Integrazione Guadagni in Deroga: va a dare un aiuto a tutti quei lavoratori che non hanno potuto usufruire della CIGO e CIGS. Per esempio parliamo degli apprendisti, degli interinali, dei lavoratori a domicilio, ecc.

Con queste poche informazioni basilari, possiamo iniziare a interpretare i numeri della crisi economica della provincia di Ravenna.
La nostra analisi copre il periodo ottobre 2008 – giugno 2010. Il 6% delle aziende della provincia di Ravenna ha fatto ricorso ad ammortizzatori sociali almeno una volta. Cioè 773 aziende della provincia. Il settore più colpito è quello Metalmeccanico. Nel Metalmeccanico, l’attività più in difficoltà è la Metallurgia. Subito dopo il settore Metalmeccanico troviamo quello Edile e del Commercio. Possiamo dividere la provincia di Ravenna in 3 zone: Faenza – Lugo – Ravenna.
A livello di IMPRESE: la zona più colpita è quella di Lugo, zona con la maggiore concentrazione di aziende metalmeccaniche, il settore più in crisi. A seguire Ravenna e infine Faenza. Sono le Micro (da 4 a 19 dipendenti) e le Piccole (da 20 a 49 dipendenti) imprese che hanno subito il contraccolpo maggiore. Da notare però che, nella intera provincia, le Micro e Piccole imprese rappresentano il 90% delle imprese totali.
A livello di LAVORATORI: la zona più colpita è quella di Lugo. A seguire Faenza e Ravenna. Lugo detiene sempre il primato delle conseguenze negative della crisi, mentre invece si invertono le posizioni di Faenza e Ravenna. Questa inversione è spiegata dal fatto che le aziende di Faenza hanno usato maggiormente gli ammortizzatori rispetto alle aziende del ravennate.
L’uso degli ammortizzatori sociali nella provincia di Ravenna ha contribuito a salvare 1.836 posti di lavoro. Nonostante questo, da ottobre 2008 a giugno 2010 hanno perso il lavoro 1.277 persone.
L’ammortizzatore più usato nel periodo della nostra analisi (ottobre 2008 – giugno 2010) è la CIGO (che è poi quello usato tipicamente dall’industria manifatturiera). Questo è un aspetto confortante, perchè vuol dire che la crisi è vista come passeggera.
Ma confrontando il primo semestre 2009 con il primo semestre 2010 si nota che l’uso della CIGO è in diminuzione mentre il ricorso alla CGIS è in netto aumento. Purtroppo  questo dato ci apre un nuovo scenario: la crisi dal primo semestre 2010 non è più vista come temporanea, ma come radicata nel territorio. Questo dato ci dice che non stiamo superando la crisi, ma che ci siamo dentro.
Ancora a supporto di questa tesi, vi sono i dati, ancora provvisori, del periodo da giugno 2010 a  dicembre 2010. Il secondo semestre 2010 vede aumentare del 6% le aziende in crisi, con un +3% di lavoratori coinvolti. Ancora più allarmante sono invece i posti di lavoro persi in sei mesi: 215. Vi è stato quindi un +14,4% rispetto al periodo precedente.
Quei segnali di ripresa dati dalla produzione industriale del secondo trimestre 2010, con un aumento del 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, possono far intravedere un piccolo spiraglio di luce, ma il processo di ripresa delle aziende della provincia ravennate rimane più lento di quello dell’industria della regione Emilia Romagna.
Queste sono le statistiche. Questi sono i numeri. Questa è la base da cui partire per interrogarci su chi sono quei 15.000 cassintegrati? Che cosa fanno adesso quei 215 dipendenti licenziati nel 2010? Quali sono le fasce sociali più colpite dalla crisi? Gli under 30 precari? O gli over 50 in mobilità?

Fonti
Tesi di laurea in Economia e Gestione Aziendale di Benedetta Lippi, Forlì, anno 2010
CGIL Ravenna: sig. Massimo Martoni e www.cgilra.it
Camera di Commercio Ravenna: www.ra.camcom.it


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