L’Azzardo Sociale

Nel gennaio 2012 è uscito Azzardopoli, un dossier sul gioco d’azzardo in Italia, pubblicato da Libera; si tratta di una ricostruzione degli ultimi anni del fenomeno della legalizzazione del gioco d’azzardo e delle sue conseguenze sociali ed economiche. Libera si occupa di lotta alle mafie e viene quindi approfondito anche l’aspetto delle infiltrazioni mafiose in questo settore altamente redditizio. In questo articolo si vogliono dare spunti di riflessione e approfondimento sui diversi aspetti del fenomeno del gioco d’azzardo:

1.Da rischio a patologia

2.Possibilità di gioco

3.Quanti giocano

4.Infiltrazioni mafiose

5.Segnali positivi e segnali negativi

 

1. DA RISCHIO A PATOLOGIA

Il gioco d’azzardo è un problema sociale e per molte persone e famiglie può far più danni di una crisi economica.

La cultura della superstizione, altamente diffusa in Italia, così come il gusto della scommessa, spingono nel limbo della malattia del gioco.

Mentre la cultura della superstizione ha origini antiche che si dovrebbero ricercare alle origini delle civiltà, il piacere della scommessa e dell’incertezza è più intrinseco nell’essere umano, è un bisogno. Il rischio e l’adrenalina danno sensazioni forti, forse più della vincita.

La porzione di popolazione individuata come soggetta a rischio dipendenza è stimata attorno ai 2 milioni di persone. Sono coinvolte tutte le fasce d’età, dal giovane costantemente al computer, all’over settantenne che acquista numerosi Gratta e Vinci.

Secondo l’Alea, associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, i giocatori patologici sono l’1-3% dell’universo dei giocatori d’azzardo. Le ricerche effettuate dimostrano che l’aumento delle possibilità di gioco è direttamente proporzionale all’aumento di persone che perdono il controllo e diventano giocatori problematici o patologici.

Considerando una popolazione di 47,5 milioni di italiani maggiorenni e che il 71% di questi si stima  abbiano giocato e che fra i giocatori ve ne siano il 5,1% a rischio e il 2,1% patologico, possiamo dare le seguenti cifre, cioè 1 milione e 720 mila giocatori a rischio e 708 mila adulti patologici. Oltre a questi si stimano attorno all’11% i minorenni che giocano in modo patologico o a rischio.

Nonostante in Italia il gioco d’azzardo sia vietato ai minorenni, molti adolescenti tra i 12 e i 17 anni spendono dai 30 ai 50 euro al mese in slot machine, poker online e gratta e vinci, eludendo i divieti.

Il problema sorge quando il gioco diventa una droga e gli adolescenti sono pronti a rubare i soldi in casa o anche fuori pur di soddisfare il loro bisogno di scommettere.

Secondo il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) esistono dieci criteri per riconoscere un giocatore patologico, accostandone ad esso almeno cinque:

  • essere eccessivamente assorbito nel gioco
  • aver bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata
  • aver ripetutamente tentato, ma con insuccesso, di controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
  • giocare d’azzardo per sfuggire a problemi o per alleviare un umore distonico
  • dopo aver perso denaro al gioco spesso tornare un altro giorno per giocare, rincorrendo le proprie perdite
  • mentire a familiari, a terapista o  altri per nascondere l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco
  • commettere azioni illegali per finanziare il proprio gioco d’azzardo
  • mettere a repentaglio o perdere una relazione significativa, il lavoro od opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo
  • fare affidamento sugli altri per reperire denaro o alleviare una situazione finanziaria disperata

L’elemento ricorrente con cui si confrontano le strutture di recupero nei giocatori patologici è la convinzione del giocatore di poter tenere sotto controllo il proprio vizio, mentre in realtà esso gli sfugge e lo domina.

Il Gap (gioco d’azzardo patologico) è stato definito come il sintomo di una malattia psichica compulsiva che si manifesta con disturbi dell’affettività, disadattamento alla realtà e gravi forme di autolesionismo. Il soggetto colpito ha una tendenza alla depressione, è incline agli stati d’ansia, ha difficoltà ad esprimere le proprie emozioni e mostra un’impulsività molto elevata.

Anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, afferma: “Il gioco d’azzardo è un’emergenza sociale” e dopo aver elencato cifre corrispondenti a quelle riportate continua: “è necessario arginare il gioco d’azzardo quale sirena di vita facile, mentre invece è una dipendenza abbruttente”.

2. POSSIBILITA’ DI GIOCO

Negli ultimi anni i governi italiani hanno sempre più fatto ricorso al gioco d’azzardo legalizzato per fornire risorse alle casse dello Stato. Questo può dimostrare due cose: i politici non hanno una preparazione adeguata, né idee innovative fuori dagli schemi rispetto ai predecessori, necessarie per guidare un Paese e, al contempo, essi non esitano a generare tasse mascherate, che sicuramente colpiranno quella parte di popolazione culturalmente ed economicamente già più esposta.

Ora prendiamo in esame le varie possibilità di gioco ad oggi, evidenziandone l’anno di introduzione.

– GRATTA E VINCI: è una lotteria istantanea nata nel ’94 dalla finanziaria del governo Ciampi. Ad oggi se ne contano più di 30 tipi, dai più economici, del valore di 1€, ai più costosi da 20€. Nel 2006 l’AAMS, l’ente che gestisce la lotteria istantanea, ha introdotto il gratta e vinci on line, ovvero la trasposizione su internet del gioco.

– LOTTO: è il gioco esistente da più tempo; già nel 1863, poco dopo l’unione della nazione, il lotto era diffuso ovunque. E’ disciplinato dalla legge n. 528 del 2 agosto 1982 e dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 560 del 16 settembre 1996. E’ gestito dall’Ispettorato Generale per il Lotto e le Lotterie, Direzione Generale delle Entrate Speciali. Le estrazioni sono rimaste settimanali fino al 1997, quando diventarono bisettimanali, per poi diventare trisettimanali nel 2005.

– BINGO: è anche noto come tombola ed in Italia è introdotto dal settembre 2001 in apposite sale autorizzate dallo Stato. Il gioco del Bingo è stato introdotto in Italia con la “Legge 13 maggio 1999, n. 133” prevedendo l’istituzione di sale bingo che avrebbero avuto anche la funzione di aggregazione sociale.

– SUPERENALOTTO: in sostituzione dell’Enalotto, è entrato in funzione nel 1997 e si tratta di un gioco legato alle estrazioni del lotto.

– WIN FOR LIFE: essenzialmente un lotto, con meno numeri e un’estrazione all’ora dalle 8 alle 22; il premio è una cifra corrisposta mensilmente per 20 anni. Introdotto in Italia nel settembre 2009, è un concessionario AAMS.

SKILL GAMES: questo tipo di gioco è stato introdotto durante il governo Prodi dal cosiddetto Decreto Bersani numero 223 del 2006, convertito nella Legge 248 del 2006, nel quale si trova questa definizione di skill games: “giochi di abilità a distanza con vincita in denaro, nei quali il risultato dipende, in misura prevalente rispetto all’elemento aleatorio, dall’abilità dei giocatori”.

– CONCORSI PRONOSTICI: fanno parte  tutte le scommesse sportive, nelle sale adibite (es. PUNTO SNAI) e on line (es. BWIN).

– GIOCHI SPORTIVI: sono i vari giochi basati su calcio, formula 1, ippica, ecc, che esistono da diverso tempo.

– VIDEOLOTTERIES E SLOT: liberalizzate nel 2003, la loro distribuzione è divenuta capillare sul territorio italiano. Sono controllate dall’AAMS che ne affida la gestione a diversi concessionari.

Da un’analisi cronologica si può vedere che negli ultimi dieci anni lo Stato ha fatto ricorso all’introduzione di nuovi giochi o alla liberalizzazione di altri già esistenti.

Agli inizi degli anni ’90 erano 3 le occasioni di gioco autorizzato: totocalcio, lotto e scommesse ippiche; nel 2006 le occasioni di gioco salgono a 15, con gli skill games nel 2007 ed il win for life nel 2009 non ha più senso parlare di occasioni di gioco settimanali, dato che ognuno potrebbe potenzialmente giocare tutto il giorno.

In particolare, se si prende l’esempio delle videolotteries, si può constatare che queste sono ormai diffuse capillarmente sul territorio nazionale e sono diventate un punto di riferimento per i giocatori di tutte le età. Da notare infatti che i nuovi punti gioco vengono spesso inaugurati in prossimità di edifici scolastici, nonostante la frequentazione di queste sale sia vietata ai minorenni.

3. QUANTI GIOCANO

Con il gioco d’azzardo legalizzato in Italia siamo di fronte ad una di quelle situazioni che si percepiscono come socialmente pericolose, ma alle quali non si porrà un freno finché il problema non sarà ad uno stadio avanzato.

Alcuni mezzi di informazione lo rivelano: la crescita dei giocatori è esponenziale, proporzionalmente all’aumento delle possibilità di gioco.

Il comparto dei giochi pubblici e delle scommesse sportive si è affermato come settore trainante del sistema del nostro Paese. In Italia, infatti, la raccolta degli introiti dei giochi tra il 2003 e il 2010 è stata complessivamente di 309 miliardi di euro, un comparto che ha visto aumentare i volumi di raccolta ad un tasso medio annuo del 23% tra il 2003 e il 2009 (da 15,4 a 54,3 miliardi di euro) e del 13% nel 2010, raggiungendo la cifra di 61 miliardi di euro (+296% rispetto al 2003) e nel 2011 la cifra di 76 miliardi. Il gioco d’azzardo è l’unica industria in Italia che ride di fronte alla crisi economica che da anni attanaglia le grandi potenze occidentali: oltretutto è un’industria che affonda proprio negli effetti di questa crisi le radici della sua prosperità.

In Germania, per fare un piccolo raffronto, il giro d’affari è poco superiore alla metà di quello fatto registrare in Italia, mentre la capitale mondiale del gioco d’azzardo, Las Vegas , non supera i 6,5 mld di dollari e, al contrario di quello che accade dalle nostre parti, il dato ha subito negli ultimi anni un ingente calo, sulla scia, appunto, della crisi economica mondiale.

Ma perché in Italia il gioco d’azzardo resiste alla crisi? La risposta appare quanto mai semplice: perché lo Stato lo incentiva anziché combatterlo.

Quando la pressione fiscale sui cittadini è già elevata lo Stato ricorre a metodi di tassazione indiretta, proponendo nuovi giochi, concorsi o lotterie e liberalizzando in maniera sfrenata l’apertura di sempre più diversificate case da gioco.

A tal proposito, questo è quanto recita la Commissione parlamentare antimafia in una relazione portata all’attenzione dei Presidenti di Camera e Senato: “La diffusione estesa sul territorio delle più fantasiose forme di “tassazione indiretta”, in verità alimenta la malattia del gioco invece di curarla. Nei periodi di crisi economica si denota ancor più tale fenomeno degenerativo in quanto, nell’impossibilità di un aumento della tassazione, si accentua il ricorso a incentivazioni della malattia del gioco, un meccanismo che, quanto più cresce, tanto più è destinato a favorire forme occulte di prelievo nelle tasche dei cittadini, mascherando tale prelievo con l’ammiccante definizione di gioco, divertimento e intrattenimento”.

E i numeri confermano la relazione: negli ultimi 8 anni, il volume della raccolta da gioco d’azzardo è cresciuto addirittura del 450% e conseguentemente l’incidenza del fatturato dell’industria dei giochi sul Pil nazionale è passata da un valore di poco superiore al punto percentuale nel 2003 (1,15%) a 4,1 punti nel 2010.

Vediamo nel dettaglio qual è la distribuzione dei vari giochi nel totale degli incassi al 2011: dominano le cosiddette macchinette (videolotteries, newslot), con il 54% degli incassi totali, ovvero 41,5 miliardi di euro; un notevole  aumento rispetto al 2010 è stato fatto dagli skill games (poker on line, casino on line), passando dal 3,1% all’8,5%, gli altri circa stabili sono visibili nel grafico sotto riportato

La maggiore facilità con cui si può navigare web e l’incremento del numero di persone connesse spiega il successo del gioco on line. Trovarsi comodamente a casa con uno schermo davanti che permette di trascorrere del tempo dentro a veri e propri templi del gioco d’azzardo, con interfacce realistiche ed accattivanti e al contempo la riservatezza dell’interno della propria abitazione, sono tutti fattori che alimentano il volume degli affari di questo settore.

Per chiarezza se, nel 2011, gli incassi dal mondo del gioco legalizzato per lo Stato sono stati 76 mld, le vincite corrisposte sono state 57mld, quindi l’utile incassato è stato pari a 19 mld.

Registrando la cifra di 76 mld di euro l’Italia si piazza prima in Europa e terza al mondo nella classifica degli incassi da gioco d’azzardo. In Italia il gioco è la “terza impresa” per fatturato, l’unica il cui bilancio è sempre positivo.

Nel 2011 in media ogni italiano (neonati compresi) ha speso 1250 euro nel gioco d’azzardo legalizzato. In un sondaggio Istat si è chiesto alla popolazione se fosse tollerabile nel bilancio familiare l’aggiunta di una spesa straordinaria di 700€. Ebbene il 29% degli intervistati ha risposto seccamente “no”. Non è tollerabile ma se ne spendono quasi il doppio per il gioco.

Così anche il Censis non dà rassicurazioni: esso rivela che alla fine del 2011 la ricchezza finanziaria delle famiglie è in forte calo, ma cresce l’investimento sui giochi.

Lo Stato fa dunque da “banco” e, come si sa, il banco vince sempre, ancora di più se il banco è quello che fa le regole. E le regole mancano: le società coinvolte nella creazione e diffusione dei giochi, concessionarie dei monopoli dello Stato, hanno inondato tutti i media con pubblicità riguardanti i loro giochi, occupando spazi televisivi, radiofonici, su quotidiani e riviste, on line inserendosi in ogni sito più importante. Siamo di fronte ad un bombardamento mediatico privo di quelle regolamentazioni che si dovrebbero porre per il bene della collettività.

4. INFILTRAZIONI MAFIOSE

Oltre ai problemi sociali ed economici incalzanti legati al gioco d’azzardo legalizzato, va aggiunta la questione dell’assist alla criminalità organizzata, che conosce bene il ramo del gioco d’azzardo e lo sfrutta da ancor prima che aumentasse la tendenza al gioco.

Il quadro appare dunque, anche agli occhi delle istituzioni, assai preoccupante. Ma non è tutto: esiste una lunga serie di ulteriori problematiche legate alla dilagante febbre da gioco, a partire  dall’infiltrazione della mafia nella gestione dei giochi fino ad arrivare allo sfruttamento che i gruppi mafiosi fanno di tutto ciò che sta intorno al mondo del gioco d’azzardo, e parliamo quindi di usura, racket o riciclaggio di denaro sporco.

Il dossier “Azzardopoli” contiene un approfondito quadro della situazione: si parla di ben 41 clan che gestiscono i “giochi delle mafie”. Da nord a sud sono i soliti noti che ne detengono il controllo: dai Casalesi di Bidognetti ai Mallardo, da Santapaola ai Condello, dai Mancuso ai Cava, dai Lo Piccolo agli Schiavone.

Le mafie rappresentate si accreditano ad essere l’undicesimo concessionario occulto, oltre ai dieci legali riconosciuti dai Monopoli dello Stato. Seppur legali e riconosciuti sono sorti non pochi sospetti sulle attività di questi “magnifici 10”; la relazione annuale della Direzione Distrettuale Nazionale nel 2010 a tal proposito scrive: “C’è da chiedersi come l’AAMS (amministrazione autonoma dei monopoli dello Stato) abbia permesso che lo Stato italiano diventasse partner di gruppi così poco trasparenti (…) e senza un approfondito esame dei soggetti che avevano presentato domanda”.

Si stima un giro d’affari di 10 miliardi di euro all’anno dal gioco d’azzardo gestito dalle mafie.

Nel 2010 in 22 città italiane sono state effettuate indagini ed operazioni della forze di polizia in materia di gioco d’azzardo con arresti e sequestri di personaggi riconducibili alla criminalità organizzata.

Facciamo alcuni esempi pratici di infiltrazioni mafiose nel mercato dei giochi:

SLOT MACHINE: una via di inserirsi è quella di modificare o sostituire le macchinette legali con macchinette non a norma; la tecnologia e le precauzioni per evitare questi taroccamenti non hanno avuto buoni effetti se si considera, per esempio, che a Venezia si parla di centomila slot virtuali (controllate dalla criminalità organizzata). Un’altra via è l’estorsione ai gestori di locali pubblici dove sono installate le slot, per la loro forte attrattiva verso i clienti.

SALE BINGO: citando la Commissione parlamentare antimafia: “La criminalità non si è lasciata sfuggire l’occasione di insinuarsi anche in attività relativamente recenti, come la gestione delle sale Bingo. Le scommesse clandestine e le sale Bingo continuano a rappresentare settori di interesse per la criminalità organizzata, sia per quanto riguarda le infiltrazioni nelle società di gestione delle sale Bingo, che si prestano costituzionalmente ad essere un facile veicolo di infiltrazioni malavitose e di riciclaggio, sia per quanto riguarda le società concessionarie della gestione della rete telematica, dove si e` assistito ad un duplice fenomeno: da un lato l’aggiudicazione a prezzi non economici di talune concessioni e, dall’altro, al proliferare dei punti di scommessa, i cosiddetti “corner”, alcuni dei quali chiaramente inseriti in una rete territoriale dominata dalla presenza di un circuito criminale (…).”

SCOMMESSE SPORTIVE: la Guardia di Finanza ha indagato sull’avanzamento del fenomeno riscontrando una rete parallela di raccolta sulle scommesse, non autorizzata dallo Stato, che raccoglie tra un miliardo e un miliardo e 500 milioni di euro all’anno. Dati che portano l’Italia al quinto posto al mondo per volume di gioco: l’industria della scommessa ha attualmente un fatturato complessivo pari al 3% del PIL e dà lavoro a 5.000 aziende e 120.000 persone, solamente per quanto riguarda l’ambito del gioco legale. “Si pensi ai numeri che possono riguardare il gioco clandestino – ha concluso Ranieri Razzante, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia – Il gioco, comprese le scommesse su eventi sportivi, per i notevoli introiti che vengono assicurati, è ormai diventato la nuova frontiera della criminalità organizzata di tipo mafioso e per contrastare tali fenomeni, è necessario agire con misure preventive concrete, ed Aira (Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio) sarà in prima fila anche in questo settore dell’applicazione della normativa”.

5. SEGNALI POSITIVI

Da notare alcuni segnali positivi: la Francia ha preso atto del fatto che le slot sono un sistema impossibile da gestire e, nonostante in un primo momento fosse stata autorizzata la loro diffusione, lo Stato ha avuto il buon senso di eliminarle dalle sale dedicate e da tutti i luoghi di gioco, dando priorità all’interesse pubblico, al di là di qualsiasi logica di mercato.

Anche in Italia, a Torino, il 5 dicembre 2011 la Giunta comunale ha preso una posizione accolta senza troppa enfasi dall’opinione pubblica, ma con un evidente input sul territorio. “la Giunta comunale di Torino ha approvato una mozione ed un ordine del giorno specifico sulle misure per contrastare il gioco d’azzardo. L’ordine del giorno auspica che gli enti locali vengano maggiormente coinvolti nelle decisioni concernenti le autorizzazioni e le emanazioni delle concessioni e chiede al Governo di contrastare con azioni concrete e immediate il fenomeno in aumento del gioco (legale ed illegale), oltre a promuovere iniziativa di sensibilizzazione ai rischi collegati al gioco. La mozione invece impegna il Sindaco e la Giunta a rafforzare l’informazione ai cittadini e, in particolare ai giovani, sull’abuso dei giochi”.

Un altro segnale positivo potrebbe venire dal Parlamento: in Senato è stato presentato un disegno di legge che mira ad istituire il “Divieto di propaganda pubblicitaria a tutela dei consumatori, in particolare dei minori e delle fasce deboli e sensibili ai fenomeni ludopatici”. Il disegno di legge prevede sanzioni amministrative a carico dei trasgressori, sanzioni che si inaspriscono in caso di recidività.

Libera all’interno del dossier sostiene alcune proposte, già avanzate al mondo della politica nel 2010 da Alea (associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio) e da CONNAGA (Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo), che spaziano dalla richiesta di rivedere le procedure autorizzatorie al reinvestimento degli introiti per attività di prevenzione e cura sul tema del gioco d’azzardo. Si propone inoltre la limitazione degli spazi pubblicitari e si promuovono spazi di sensibilizzazione ai rischi collegati al gioco d’azzardo.

SEGNALI NEGATIVI

L’unico avviso che accompagna la fine delle numerosissime pubblicità sulle piattaforme di gioco è la frase “gioca il giusto”; oltre ad essere totalmente ininfluente, essa ha il sapore amaro di una presa in giro, perché, come appena visto nella sezione relativa alla patologia, la dipendenza non è mai vissuta in modo responsabile da chi ne è succube.

Uno degli ultimi spot ricalca la nota canzone di Toto Cotugno, che recita nel ritornello “lasciatemi sognare” e  “sono un italiano vero”: questo dimostra la consapevolezza del mondo pubblicitario e del mondo del gioco legalizzato della passione per la scommessa della nostra popolazione e del fatto che il nostro sogno più ricorrente sia quello di fare soldi, vincendoli con il minimo sforzo.

Si può già immaginare un futuro spot di un futuro Governo dello Stato che, dopo aver illuso una generazione in difficoltà, mette in guardia ed ammette: “la statistica lo rivela: nella quasi totalità dei casi si spende sempre di più di quel che si vince, innegabili dati matematici.. Non buttare i tuoi risparmi, non giocare”.

Forse prima di attendersi una reazione dello Stato a difesa della popolazione, prima di ragionare su come sconfiggere la passione per il gioco, dovremmo preoccuparci di eliminare quella cultura (è fastidioso persino utilizzare questo appellativo) del desiderio di vincere una fortuna, di fare i soldi per potersi godere la vita.

Ci sono innumerevoli alternative, diverse dal possedere denaro, che possono dare gioia: la solidarietà, la condivisione, le arti e la conoscenza. Dovremmo prima cancellare l’invidia verso persone che hanno un’unica forza e cioè quella di apparire, per cercare di diventare finalmente un popolo unito.

Per approfondire:

Azzardopoli – Libera

Dossier sulla mafie in Emilia-Romagna

Bische 2.0 – Gruppo dello Zuccherificio

Andrea – Gruppo Dello Zuccherificio –


4 thoughts on “L’Azzardo Sociale

  1. Hello.This post was extremely motivating, especially because I was browsing for thoughts on this subject last Thursday. fdafadcbddec

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...