Un corpo crivellato di colpi e il fallimento dello Stato

Il 23 Agosto, mentre si trovava in spiaggia a Terracina in mezzo a centinaia di persone, Gaetano Martini, boss degli scissionisti, è stato freddato con 9 colpi di pistola. E’ morto in costume da bagno, crivellato di colpi in mezzo ai bagnanti terrorizzati.

Racconta un testimone in un post su Terracina blog: «Il corpo davanti allo stabilimento era addossato allo sportello di un’automobile ai lati della strada. Era un ragazzo che indossava un costume blu e mi è sembrato che fosse mutilato di ambo le mani, ma non so se ho visto bene. Da quello che mi è parso di vedere sembra proprio che gli abbiano sparato in faccia e comunque giaceva in un lago di sangue. Non era un bello spettacolo».

Una cosa che mi ha colpito, al di là dell’episodio in sé, è il commento più ricorrente che ha ricevuto questa notizia sui vari social network. Ne riporto un paio che rendono velocemente l’idea: “Uno stronzo di meno”,  “speriamo di leggerne una al giorno di news così” , “di certo non mi metto a piangere, si potrebbero ammazzare fino all’ultimo delinquente, almeno vivremmo con un po’ di pace, forse.”

E’ triste pensare che la maggior parte delle persone (o, perlomeno, la maggior parte delle persone che commenta sui vari social network), abbia questa idea della giustizia.

Non è una questione di moralismo ma di vera e propria logica mafiosa. Queste persone legittimano la mano degli assassini, mano che ha riportato un minimo di giustizia contro un uomo che, a loro avviso, si meritava questa fine.

Non mi pongo la domanda su cosa si meritasse quest’uomo, sicuramente non era un santo, ma so per certo che qualunque pena si meritasse questa dovesse essere decisa dalle Istituzioni e attuata da queste stesse. Oggi invece lo Stato ha perso tre volte.

Ha lasciato morire un uomo.

Ha permesso che quest’uomo venisse ucciso in mezzo alla folla, nella totale impunità dei suoi assassini, uomini che si sono sentiti talmente sicuri da sparare in pieno giorno.

E, terzo punto, lo Stato ha rinunciato alla sua funziona Giudiziaria, lasciando che altri attuassero la giustizia per lui.

Per una persona che ha subito un torto da quell’uomo, la mano di quei due assassini sarà sempre considerata una mano di giustizia, che ha riportato ordine. Una mano di aiuto, una mano di supporto. Una mano che ha agito lì dove lo stato ha fallito. La mafia è lì per fare giustizia dove lo Stato non riesce. Questo è il messaggio.

E il fallimento dello Stato è reso ancora più evidente proprio da questi commenti, che cercano un barlume di giustizia nella mano di un assassino e nell’ordine di un boss mafioso, piuttosto che nel comportamento di un politico o nelle azioni di un magistrato.

Io spero di non sentirne più di queste notizie, perché la “pace” auspicata da uno dei commenti non può che venire dalle Istituzioni. Spero che la prossima volta, al posto delle pistole dei due sicari, ci siano le manette della polizia e la disapprovazione della gente. Spero che questa giustizia sommaria venga considerata come tale, ossia ingiustizia e niente altro.

Ps: l’immagine è particolarmente cruenta. Questo non per fare spettacolo(si trovano immagini anche molto più cruente), ma per dare l’idea di cosa questi sperano di vedere tutti i giorni…

Alessandro – Gruppo Dello Zuccherificio –


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