Scrivere, un dovere per difendere gli spazi democratici

Antonio MazzeoContinuiamo con la presentazione dei giornalisti che hanno vinto il premio “Gruppo Dello Zuccherificio” per il giornalista d’inchiesta. Al secondo posto è arrivato Antonio Mazzeo con un’inchiesta dal titolo “Mafia-Stato. La trattativa continua ora”. L’inchiesta è stata premiata con la seguente motivazione:

“Mazzeo ha una grande capacità, ormai rara nel panorama giornalistico italiano, quella di riannodare con perizia e pazienza la storia degli uomini, partendo dal particolare di una piccolo paese del messinese per raggiungere l’apice di una delle storie più controverse degli ultimi 20 anni: la trattativa Stato/Mafia. Mazzeo fa i nomi, non si nasconde, nell’incedere del racconto crea curiosità nel lettore, l’invita a non credere alle verità di comodo dettate da media compiacenti ma di entrare nel merito e nella profondità delle cose. Un’inchiesta vera, di un militante che regala al giornalismo velinista una lezione di mestiere e onestà.”

Antonio Mazzeo è giornalista e saggista. Ha realizzato inchieste sulla presenza mafiosa in Sicilia, l’infiltrazione criminale nella realizzazione delle Grandi Opere (come il Ponte sullo Stretto o il Muos), i traffici di droga e armi, la proliferazione di logge massoniche in Italia, i processi di riarmo e militarizzazione nel Mediterraneo. Ma per meglio capire chi è Antonio utilizziamo la sua lettera di ringraziamento:

“Carissimi,

sarei stato davvero felice di poter condividere con Voi queste giornate del festival “Il Grido della Farfalla” e la serata di premiazione del 2° Premio “Gruppo dello Zuccherificio” per il giornalismo d’inchiesta. Purtroppo mi è impossibile e Vi chiedo di scusarmi davvero.

Sarei voluto essere stasera a Ravenna innanzitutto perché ho avuto modo in passato di conoscere, apprezzare e stimare i giovani animatori del Gruppo, ancora uno dei pochi, purtroppo, che nel Centro-nord Italia è seriamente impegnato contro le mafie e la loro capacità di penetrazione nel tessuto socioeconomico del territorio. Ma anche perché alcune vicende e alcuni attori economici di questa bellissima città si sono incrociati con alcune mie inchieste giornalistiche e con la mia militanza nei Movimenti contro le Grandi Opere che devastano i territori e l’ambiente (Ponte sullo Stretto e TAV in Val di Susa) o i progetti di trasformazione del nostro Paese in una grande piattaforma di guerra e di morte (vedi Sigonella in Sicilia o il Dal Molin a Vicenza).

Anche per tutto ciò la Vostra scelta di premiarmi mi onora e mi riempie di gioia. E ve ne sono immensamente grato. L’inchiesta che Vi ho sottoposto sulla trattativa Stato-Mafia e sulla centralità della provincia di Messina e della città di Barcellona Pozzo di Gotto nel biennio del terrorismo stragista 1992-93 è stata pubblicata su un mensile, I Siciliani giovani, diretto da Riccardo Orioles, che vuole essere uno strumento di memoria, libera espressione, denuncia e controinformazione nel nome e nella memoria di uno dei più straordinari scrittori e giornalisti d’inchiesta che l’Italia abbia mai avuto, Giuseppe “Pippo” Fava, barbaramente trucidato dalla criminalità mafiosa a Catania il 5 gennaio del 1984. Grazie a Voi, oggi ho l’orgoglio di poterlo ricordare e di sentirmi parte di una Storia di giornalismo di libertà, lotta e speranza.

Accanto a me ci sono oggi tanti altri giornalisti siciliani ad essere premiati per le loro inchieste. Se nell’Isola appare sempre più consolidato il dominio della borghesia mafiosa e delle clientele parassitarie, è pur vero che sono ancora tanti coloro che avvertono il dovere di scrivere per difendere i sempre più ristretti spazi di agibilità democratica e farsi portavoce dei desideri di Giustizia della maggior parte dei siciliani. Il Vostro riconoscimento premia tutti coloro, più o meno giovani, sempre meno protetti e garantiti e sempre più precari, che si ostinano a credere che le Verità vadano affermate contro gli interessi dei potenti e dei potentati locali.

Vorrei abbracciare in particolare gli amici-colleghi del Clandestino di Modica. Con loro stiamo provando a raccontare la straordinaria campagna per la Pace, la difesa dei diritti umani e della democrazia portata avanti da tutti coloro che si oppongono all’installazione del MUOS a Niscemi (Caltanissetta). Un ecomostro alla cui realizzazione hanno operato imprese in odor di mafia e che costituirà la nuova frontiera delle guerre del XXI secolo, quelle con i droni e le armi nucleari miniaturizzate. Consentitemi di dedicare questo mio premio a loro, ai giovani, alle donne e tutti i cittadini di Niscemi che con i loro corpi e la loro gioia di vivere stanno tentando di ostacolare la marcia dell’EcoMUOStro, sfidando in modo nonviolento la repressione degli apparati di uno Stato sordo e insensibile. Per tanti di noi il giornalismo d’inchiesta è essere “parziali”, scegliendo cioè di stare da una parte. La parte degli ultimi, degli oppressi e di coloro che per il Potere dovrebbero restare invisibili.

Con la stima di sempre. Grazie di tutto.”


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