Solidarietà a Rino Giacalone

Rino Giacalone premiato da Mara Filippi Morrione
Rino Giacalone premiato da Mara Filippi Morrione

Anche il Gruppo Dello Zuccherificio si unisce agli attestati di solidarietà a Rino Giacalone per la condanna di diffamazione ricevuta in primo grado.

Ricordiamo che Rino Giacalone è stato il vincitore del premio Honoris Causa del premio Gruppo Dello Zuccherificio per il giornalismo d’inchiesta.

(ANSA) Il giornalista Rino Giacalone è stato condannato a pagare un risarcimento danni di 25 mila euro all’ex sindaco di Trapani, Girolamo Fazio. Il giudice Giovanni Campisi ha ritenuto diffamatori alcuni passaggi di un articolo di Giacalone pubblicato nel 2007 sul sito di «Articolo 21». Conteneva valutazioni critiche per una lettera di Fazio all’ex prefetto Fulvio Sodano, che imprenditori poi arrestati per mafia avevano affrontato per indurlo a rinunciare alle sue iniziative contro Cosa nostra.

Un largo schieramento del consiglio comunale aveva proposto il conferimento a Sodano della cittadinanza onoraria. Ma qualche tempo dopo Fazio scrisse all’ex prefetto per spiegare, tra l’altro, che la cittadinanza non gli era stata conferita perchè il suo caso era diventato «oggetto di strumentalizzazione politica».
L’ex sindaco aveva poi promosso una causa civile contro Giacalone lamentando che che nel suo articolo non aveva fornito un’informazione «completa e affidabile».
Oltre alla condanna del giornalista a 25 mila euro, il giudice Campisi ha disposto la pubblicazione dell’estratto della sentenza per quattro volte su un quotidiano. (ANSA)

Queste le parole di Rino Giacalone: “Non c’era certo bisogno di questa condanna, decisa da un giudice “onorario”, per sapere della tanta stima e sostegno che mi viene riservata. Tanta, troppo, rispetto alla modesta considerazione che ho di me. E sono convinto che sono l’ultimo dei giornalisti. Ringrazio tutte e tutti, ringrazio della solidarietà e del sostegno. Ma vi invito ad accendere i riflettori dell’attenzione su tutti coloro i quali nelle “periferie” d’Italia, come Trapani, scrivono, raccontano i territori, fanno i cronisti. Il rispetto dell’articolo 21 non lo rivendico solo per me e non dovete difenderlo oggi solo per me che ho subito una condanna, sono stato punito per un accostamento che secondo il giudice ha danneggiato moralmente l’ex sindaco Fazio che, ricordo, mi ha citato (non querelato) in sede civile. Con condanne o senza condanne, con querele o senza querele, la realtà è quella che ogni giorno l’articolo 21 viene calpestato. Ogni giorno non c’è giornalista che non incontri un ostacolo sulla sua strada, c’è chi sceglie ovviamente di starci, di stare al gioco delle parti, c’è chi resiste, c’è chi il bavaglio se lo è messo da se c’è chi accetta di farselo mettere, c’è chi mette la sua penna a disposizione di chi magari ricambia con qualche ricca ricarica telefonica o regalie di Natale. L’attenzione deve essere per tutti, anche per chi cade nei tranelli e nelle trappole, non per i singoli. E’ questo quello che Vi chiedo di fare. Difendere nella nostra provincia l’articolo 21 significa potere raccontare in libertà quello che accade, le visioni della cronaca possono essere anche diverse, gli articoli possono essere condivisi o meno, ma nessuno potrà mai smentirmi nel dire che nel nostro tessuto sociale il pensiero mafioso dell’assassino Matteo Messina Denaro e che cioè l’antimafia è peggio della mafia ha fatto breccia. Io questo continuerò a scriverlo e a dirlo. Sperando che la società civile si svegli una buona volta. Le intimidazioni fatte ricorrendo a norme di legge hanno lo stesso peso di altre intimidazioni. Io non mi intimidisco, e lo posso fare questo anche grazie a tutti Voi! da isiciliani.it


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