Ustica: cosa resta

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Le parole che si ascoltano lasciano delle sensazioni personali.

Alla fine della serata di S. Michele sulla strage di Ustica del 1980, la sensazione piú diffusa era la consapevolezza di essersi uniti al grido pacato di una persona che richiede che ognuno faccia la sua piccola parte, perchè questo Paese non permetta più che, dopo 33 anni, un caso come l’abbattimento di un aereo di linea interna, con 81 civili a bordo e  in tempo di pace, rimanga in balia delle menzogne e dell’omertà.

La vicenda ha raggiunto una verità giudiziaria: un missile abbattè l’aereo e alcuni esponenti dello Stato hanno insabbiato questa verità vera per 33 anni. La storia della strage di Ustica fonde la ricerca dei responsabili per una ragione privata, come la morte di un familiare, con la speranza dell’unità della società civile, quando appare lampante che nessuno sta facendo il suo “normale” dovere da cittadino.

La vicenda e le parole della Presidente dell’Associazione dei Familiari delle Vittime di Ustica, Daria Bonfietti, ci ricordano che non dobbiamo prestare attenzione ed alzare il nostro livello di partecipazione solo quando pestano i nostri piedi; i nostri piedi poggiano su un unico terreno comune ed è questo che va presidiato armati di conoscenza e impegno.

Andrea – Gruppo Dello Zuccherificio –


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