Dall’europa con le donne all’Europa per le donne

Numero 19 ottobre-novembre 2013 (parliamo di Donne)

Da oggi, ogni mese, pubblicheremo un articolo tratto dal mensile “Dieci e Venticinque” con il quale collaboriamo da anni. Il numero uscito il 26 ottobre 2013 è interamente dedicato alle donne. Qui di seguito proponiamo l’editoriale di Giulia Silvestri:

Parità e valorizzazione delle differenze sono due finalità che sembrano agli antipodi. Lo sono davvero, o per la legge è possibile raggiungere la prima senza annullare l’individualità della persona che ci si trova di fronte?

 

 

Bisogna anche chiedersi se parità significhi pari trattamento per tutti, o creare le condizioni affinché le persone, nonostante le differenti condizioni economiche, sociali o di genere, possano affrontare le stesse situazioni con le medesime potenzialità e i medesimi mezzi.

 Choisir la cause des femmes, un movimento che nasce nel 1971 in Francia con l’obiettivo primario di depenalizzare l’aborto, in questi anni si è occupato di trovare un equilibrio fra l’obiettivo della parità di genere e quello della valorizzazione del ruolo dell’uomo e di quello della donna nella società. Dal 2006 ha cominciato ad analizzare tutte le legislazioni degli Stati Membri, con lo scopo di riunire sotto un’unica Clausola le disposizioni normative che riunite insieme renderebbero migliore la vita delle donne europee.

Gli ambiti analizzati sono cinque: la scelta della procreazione, la famiglia, la violenza, il lavoro, la politica.

È singolare notare l’assenza di Paesi quali la Germania e il Regno Unito, un po’ meno sorprendente, forse, è l’assenza delle leggi italiane.

Rispetto i diritti politici, quelli conquistati con più fatica e per i quali esistono voragini di più di cinquant’anni tra il riconoscimento in alcuni Stati europei rispetto ad altri, la scelta di Choisir è ricaduta sulla legislazione belga. In Belgio, dal 2002, la Costituzione garantisce la parità politica tra uomini e donne, favorisce una parità di accesso ai mandati elettivi e pubblici e assicura la presenza femminile nel Consiglio dei Ministri e nei governi delle comunità e delle regioni. Grazie a questa costituzionalizzazione, quello stesso anno sono state previste tre leggi che impongono la parità assoluta nelle liste dei canditati, rispettivamente per il Parlamento Europeo, per le Camere legislative federali e il Consiglio della Comunità germanofona, per il Consiglio regionale vallone, quello fiammingo e quello della regione di Bruxelles Capitale; contemporaneamente è stato previsto l’obbligo dell’alternanza tra uomo e donna dei primi due candidati iscritti nelle varie liste. Un ulteriore passo avanti è stato quello di aver previsto l’irricevibilità effettiva delle liste non conformi alle norme suddette: in questo modo il Belgio ha reso concrete, e soprattutto egualitarie rispetto agli uomini, le possibilità per le donne di entrare in politica.

Un altro campo nel quale le donne hanno sempre subito discriminazione è quello del lavoro. In moltissimi Paesi essere donne lavoratrici significa lavorare di più e guadagnare di meno, a parità di incarico e funzione, rispetto a un collega uomo. Questo accade anche in Francia, eppure Choisir ha scelto la legislazione di questa Nazione per la Clausola. In questi ultimi anni il Codice del lavoro francese è cambiato, il governo sta varando diversi disegni di legge per rafforzare la lotta alla diseguaglianza tra generi e nell’ultimo anno molte aziende hanno subito sanzioni molto alte per non aver riconosciuto identici salari a uomini e donne. Oltralpe anche il regime pensionistico, i diritti economici e quelli sociali, rendono migliore la vita lavorativa e post-lavorativa delle francesi.

Se un giorno la “Clausola dell’europea più favorita” venisse adottata dall’Unione, permetterebbe l’applicazione delle leggi più avanzate per tutte le donne rispetto queste fondamentali tematiche ed esse non subirebbero un trattamento differenziato (più o meno favorevole) a seconda del Paese di residenza.

Cliccando Qui potete scaricare l’intero numero di “Dieci e Venticinque”


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