Diseponti: ponti per incontrarci, ponti per sorridere.

Diseponti ImmagineCi sono storie che meritano di essere raccontate, storie che insegnano, che arricchiscono, che ti cambiano.

“Diseponti” è il racconto di una storia che affonda le sue radici nel progetto di Ponte Radio, associazione nata ad Alfonsine nel 2008 da un’idea di Alessandro Taddei ed Enrico Caravita con una vocazione:  collegare realtà diverse e cariche di tradizioni secolari attraverso lo “ strumento “ più prezioso che ogni popolo è in grado di generare: i bambini.

E’ da loro, dai bambini, che parte questa storia fatta di immaginazione, coraggio, fatica. Una storia che non può essere scritta in nessuna lingua perché diverse sono le lingue dei  suoi protagonisti, ma che al contempo si narra da sé, con quella forza che solo la spontaneità dei bambini è in grado di trasmettere.

Alessandro ed Enrico, gli autori, partono da Alfonsine armati di idee e corazzati contro le difficoltà che dovranno affrontare: Jenin (Palestina), Tiro (Libano), Berlino ed Alfonsine i luoghi in cui ambientano la storia.

Obiettivo? Creare uno spettacolo teatrale con bambini e adolescenti dei quattro paesi, da portare in scena nei teatri delle diverse nazioni.  Il teatro diventa lo strumento più idoneo su cui edificare le fondamenta dei ponti: quattro ponti interminabili che attraversano l’ Europa e su cui bambini palestinesi, libanesi, tedeschi ed italiani, ballano, ridono, si abbracciano, interagiscono fra loro.

La storia ha un lieto fine. Di spettacoli ne vengono realizzati tanti, portati in tour per tutta Europa. Alessandro ed Enrico sono felici. Sono riusciti, partendo dal nulla, a collegare mondi diversi, mattone dopo mattone, anno dopo anno, grazie alla collaborazione e al sostegno delle famiglie dei ragazzi, che hanno colto al volo un’ occasione unica per trasformare le diversità, in ricchezza e crescita collettiva.

“Diseponti” è il film che narra questa storia. La storia dei protagonisti di Ponte Radio. Clement Delage e Jules Ribes ( registi del film ) lo definiscono così: “ Diseponti non è un documentario su Ponte Radio, ma il nostro viaggio dentro Ponte Radio.”

Non aspettatevi effetti speciali hollywoodiani, battaglie epiche da togliere il fiato. Aspettatevi un film che parla di ragazzi come noi che come noi hanno pensieri da esprimere e esperienze da raccontare.

Può sembrare paradossale, forse lo è, ma questo film è quanto di più alternativo si possa immaginare nell’ Italia di oggi. Un’ Italia che come dice Daniele Barbieri ( collaboratore di Ponte Radio) più che alzare ponti si sta abituando ad alzare muri. Un’ Italia i cui contatti con realtà diverse si limitano a qualche messaggino di beneficenza per i bambini africani. C’è differenza tra dire che i bambini sono il futuro dell’ umanità e sostenere che i bambini sono il futuro della umanità. Sostenere qualcosa, significa  applicarsi in prima persona per il conseguimento di quel determinato obiettivo. Mandare un messaggio non basta. Creare dei Ponti sì.

L’ invito che rivolgiamo a tutti voi, quindi, è quello di guardare questo film, di farlo vostro, di recepire il messaggio che si cela dietro le immagini: l’ importanza dell’ incontro. Laddove si tenga sempre presente che un’ incontro tra due persone è veramente tale, solo se fondato su un’ idea e uno spirito di parità. Se  questo senso di uguaglianza cede il posto a qualsivoglia forma di senso di colpa, o beneficienza forzata, l’ incontro stesso muore, sbriciolando quell’ inestimabile patrimonio di condivisione di valori e di esperienze di cui esso è portatore.

Diseponti.net è il sito dove potete trovare ulteriori informazioni sul film. Nel sito troverete anche alcune foto dei protagonisti della storia. Guardatele, perché è nei loro occhi che va cercata la risposta di Ponte Radio, di Diseponti, in quell’ attimo fulmineo, istantaneo in cui gli sguardi si rivelano una via per addentrarsi in quella diversità che troppo spesso ci spaventa, ma che è il bene più prezioso che ci è stato donato. Sono forse quegli occhi il ponte che ci divide e allo stesso tempo ci collega a queste vite così lontane. E’ forse giunto il momento anche per noi  di disegnarli questi ponti…Diseponti…disegnare ponti…

Lorenzo – GDZ –


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