Game Over, il documentario

Prima della “prima”, Fabrizio Varesco si racconta

GAME over immagine

“Per non morire di gioco d’azzardo” sta per aprire i battenti. Mercoledì 11 si inizia. Primo appuntamento presso la Casa Circondariale di Ravenna (il programma completo qui). Fabrizio Varesco, regista e organizzatore di manifestazioni cinematografiche, nonché promotore del tavolo permanente sul gioco d’azzardo, presenta in anteprima Game Over, il documentario che ha realizzato sul tema. Abbiamo fatto una chiacchierata con lui sull’iniziativa e sul suo progetto. 

Dal tavolo permanente sul gioco d’azzardo all’iniziativa “Per non morire di gioco d’azzardo”. Fabrizio, ci racconti la tua esperienza all’interno di questo percorso?

Ho seguito il tavolo fin dall’inizio. Tre anni fa mi sono reso conto del fatto che il gioco d’azzardo patologico era un problema che stava diventando molto importante. Sono stato ad un’ incontro presso l’associazione Papa Giovanni XXIII. Lì ho avuto la possibilità di incontrare le famiglie dei giocatori e di rendermi conto che la situazione era già molto grave. Da quel momento ho deciso di lavorare ad un film documentario su questa tematica. Quando sono tornato a Ravenna ho parlato della questione azzardo con il sindaco Matteucci e con l’assessora Piaia e da lì in avanti abbiamo coinvolto associazioni, sindacati, partiti politici, istituzioni e , soprattutto, i giocatori anonimi.

Come si è svolto il lavoro dei partecipanti al tavolo?

Abbiamo iniziato a raccogliere le proposte, concentrandoci su diversi versanti: dal punto di vista politico – legale con la raccolta firme che ha portato alla legge regionale e con i contatti presi dal sindaco Matteucci con i suoi omologhi a livello nazionale, sono stati emanati provvedimenti importanti come la limitazione degli orari di apertura e la volontà di sostenere gli esercenti che vogliono eliminare le slot. Mentre ognuno dei soggetti coinvolti faceva la propria parte, Io ho continuato a lavorare al mio documentario.

Mercoledì 11 febbraio, prima giornata di “Per non morire di gioco d’azzardo”, presenti in anteprima Game Over, il tuo lavoro. Hai affermato che non ci sarà mai una versione definitiva. Perché?

Si, sarà un’anteprima continua perché il gioco d’azzardo è un fenomeno in movimento. Ho deciso che ogni anno aggiungerò una parte a Game over aggiornando dati e pubblicando tutto il nuovo materiale che continuo a raccogliere. Ho creato una sorta di archivio documentale che con il passare del tempo si arricchisce.

Quali argomenti tratti all’interno del docufilm?

Game over ha la struttura classica del documentario che ho voluto mantenere. In questo modo posso aggiungere sempre materiali nuovi. Il primo capitolo è dedicato all’ informazione, che io considero il primo antidoto al gioco d’azzardo: ho inserito una gran quantità di dati utili a conoscerne i diversi aspetti che lo caratterizzano. Il secondo riguarda come la criminalità organizzata è riuscita ad insinuarsi nel meccanismo del gioco controllato dallo Stato. Nel terzo capitolo parlo di adolescenti e del mondo dell’internet casinò e dei giochi on line. Gli adolescenti sono le vittime “più facili” per questo tipo di gioco. Spesso si comincia con una piccola scommessa e da lì alla dipendenza, il passo è breve. Grazie a grafiche molto accattivanti, in cui i ragazzi giocano con i personaggi fantasy (che conoscono dalla nascita), l’azzardo online sta avendo molto successo tra i più giovani. Nel quarto ed ultimo capitolo tratto il tema della dipendenza: dal rischio di diventare giocatori patologici alle associazioni che possono aiutare il “dipendente” ad uscire dalla terribile situazione in cui si trova.

Come si sviluppano i 4 blocchi?

Ogni parte è aperta e indipendente. Ho inserito dati numerici e interviste. Ho escluso volutamente le interviste ai dipendenti patologici: ho voluto evitare che scattasse il momento vouyeristico, che questa diventasse la parte più di impatto per lo spettatore. Ho ovviato alla questione facendo recitare le testimonianze agli attori.

Hai condotto una ricerca lunga e accurata sull’argomento. Adesso che conosci meglio i meccanismi del gioco d’azzardo, cosa ti spaventa di più del fenomeno?
Io ho sempre lavorato sulle dipendenze: alcool, droga…e la dipendenza in sé mi fa molta paura. Un aspetto che trovo terribile è il fatto che lo Stato sia così presente nella somministrazione del gioco. L’istituzione favorisce la dipendenza …

Gioca responsabile!

Esatto! Questa è una sciocchezza alla quale non crede nessuno! Lo Stato diventa una “bisca”, giustificando la promozione del gioco con guadagni che in realtà non sono reali. Le società alle quali viene affidata la gestione del gioco legalizzato portano i loro introiti all’ estero e lo Stato spende milioni per curare i dipendenti da azzardo. Senza contare la “fetta” destinata alla criminalità organizzata.

“Per non morire di gioco d’azzardo” è un percorso interdisciplinare che contiene documentari, teatro e conferenze. Cosa ti aspetti da questi quattro giorni?

Innanzitutto mi fa molto piacere che all’ organizzazione abbiano contribuito varie anime. Gruppo dello Zuccherificio, Ravenna Cinema, Ravenna Teatro e Assessorato alle politiche sociali. Le istituzioni incontrano la società civile: l’iniziativa è nata proprio grazie a questo. Mi auguro che tutto il percorso possa aiutare i ragazzi a conoscere meglio il gioco d’azzardo (a loro sono dedicate le iniziative di due mattine, ndr) e che, in generale, trasmetta l’idea di “anormalità” del fenomeno. Non c’è mai stato niente di simile in questo Paese. Abbiamo attraversato il periodo delle stragi di Stato, la corruzione…ma questo connubio forte tra Stato e criminalità organizzata in un momento di forte crisi non c’era mai stato. Le persone più deboli vengono distrutte! “Per non morire di gioco d’azzardo” è una tappa della lotta che conduciamo contro questo male.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...