A che gioco stanno giocando?

Si è fatto tanto parlare delle nuove “disposizioni in materia di giochi” presenti nella legge di stabilità 2016.

Vediamo di fare chiarezza su alcuni dei punti più importanti presenti facendo riferimento al testo aggiornato ad 25 ottobre 2015.
Il primo punto è l’aumento della tassazione sugli apparecchi di cui si parla nell’articolo 110, comma 6 lettera a (AWP cioè le videoslot per capirci) che passerà dal 13% al 15%, mentre sugli apparecchi menzionati nell’articolo 110, comma 6 lettera b (VLT o video-lottery) passerà dal 5 al 5,5%.

slider_videolottery_3Vediamo cosa significa in termini concreti.
La raccolta per le AWP nel 2014 è stata di 25,4 miliardi di euro, ciò significa un aumento delle entrate fiscali di circa 508 milioni. La raccolta per le VLT nel 2014 è stata di 21,4 miliardi di euro, ciò significa un aumento delle entrate fiscali di circa 107 milioni. Il ragionamento è valido considerando che anche nei prossimi anni non vi sia assolutamente un calo nel gioco, è proprio il legislatore a sottolineare: “Su questo livello potrebbero interferire gli sviluppi delle normative locali e delle relative modalità applicative”.
L’altro punto critico è il rinnovo delle concessioni per cui la nuova legge prevede gara pubblica da indire dal 1° maggio 2016, mediante procedura aperta, competitiva e non discriminatoria. In una prima versione della legge si parlava di nuove concessioni per 15mila nuove agenzie di scommesse e 7mila corner, cioè gli angoli nei bar e negli esercizi di altro tipo, perfino nelle edicole, dove gli esercenti installano slot, videolottery e ricevono scommesse. Un totale di 22000 concessioni che andava ben oltre quelle attualmente esistenti e che presumeva l’apertura di nuove sale. Tutto questo aveva fatto scatenare una polemica dura nei confronti del Governo e nell’ultima rilettura i numeri si sono ridotti a 10000 più 5000, cioè a un totale di 15000 che è circa il numero di quelle già esistenti sul territorio.
Anche la base d’asta è leggermente aumentata nel nuovo testo passando da 30000 euro a 32000 euro per le agenzie e da 15000 a 18000 per i corner. Le nuove concessioni avranno durata di 9 anni per cui gli introiti per lo Stato saranno meno di 500milioni una tantum, cioè entreranno nel 2016 ma per i successivi nove anni non vi saranno più nuovi incassi.
A questa vanno aggiunte per 210 “concessioni Bingo” e per 120 “concessioni gioco a distanza” che porteranno meno di 100 milioni di euro sempre una tantum.
Naturalmente ci troviamo di fronte a delle grosse contraddizioni. Da una parte lo Stato continua a puntare sul gioco senza prevedere una riduzione delle concessioni rispetto alle attuali esistenti con concessioni lunghissime (9 anni) a fronte di una base d’asta relativamente bassa. Si pensi, ad esempio, che l’investimento di 32000 euro per 9 anni equivale a una spesa di 296 euro al mese per una sala scommesse). Dall’altra parte le stime del ministero della Salute indicano percentuali comprese tra l’1,3 e il 3,8% della popolazione generale come giocatori problematici, senza aver messo in atto meccanismi di cura, prevenzione e senza, però, aver previsto le ricadute economiche e sociali di questa problematica. Da una parte Maurizio Fiasco viene nominato “cavaliere del lavoro” dal presidente della Repubblica anche per le sue attività sulla sensibilizzazione alle problematiche del gioco d’azzardo e dall’altra il Governo ancora non ha inserito la ludopatia nei Livelli Essenziali di Assistenza.
A che gioco stanno giocando?


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