Tra la via Aemilia e il West. Il nuovo dossier.

dossierGiovedì 25 febbraio alle 20.30 c/o il circolo Arci Dock61 in Via dei Magazzini Posteriori, 61 a Ravenna, si terrà la presentazione ufficiale della nostra ultima produzione realizzata con gli amici di sempre!

Tra la via Aemilia e il West. Storie di mafie, convivenze e malaffare arricchisce la “cassetta degli attrezzi” che abbiamo iniziato a comporre negli ultimi anni per riconoscere e raccontare il fenomeno delle mafie nella nostra regione.

Nato come l’aggiornamento “Emilia Romagna cose nostre – cronaca di biennio di mafie in E.R.”, pubblicato nel novembre del 2014, Tra la via Aemilia e il West è mutato profondamente in corso d’opera per inseguire i fatti d’attualità che hanno cambiato, in meno di un anno, quanto raccontato nel vecchio dossier.

 

Saranno presenti

Gaetano Alessi ( AdEst)
Massimo Manzoli (Gruppo Dello Zuccherificio)
Giovanni Paglia (deputato Sinistra Italiana)
Milco Cassani (Fiom Cgil Ravenna)
Valentina Giunta (Anpi Bagnacavallo)
Matteo Zeppa ( Rete Movimento Civico San Marino)

La serata è organizzata dal circolo Arci Dock61 in collaborazione con AdEst, Gruppo dello Zuccherificio e Libera Ravenna.

Il dossier è online in versione pdf, scaricabile gratuitamente. Come sempre è autoprodotto e autofinanziato. Per prenotare la vostra copia inviate una mail a adest1@libero.it

Dall’Introduzione

Gli ultimi 12 mesi(…) hanno trasformato in cronaca quanto da noi descritto da oltre un lustro. Arresti, processi, sequestri, intimidazioni sono fatti giornalieri in una Emilia Romagna che si è risvegliata incapace, anche logisticamente di ospitare maxi-processi, tanto che anche il peggiore dei negazionisti si è arreso all’idea che le mafie hanno un ruolo ben definito nell’economia e sempre più spesso nella mentalità di questo territorio. Hanno avuto questo ruolo anche negli ultimi 30 anni, solo che finalmente la magistratura ha aperto il vaso di Pandora, scoperchiando verità e viltà, spesso scomode, per la politica, la guida economica dell’Emilia Romagna e la società civile.

Questa abbiamo provato a raccontare, gli intrecci di un potere che, mentre tutti guardavano “altrove”, ha intessuto nodi così forti da essere capace di legare un cappio al collo alla comunità. Una comunità che però spesso quel cappio, per vantaggi personali, ha preferito metterselo da sola. Un cappio nel quale non abbiamo nessuna intenzione di infilare il nostro collo e dal quale abbiamo invece la ferma, e utopica, intenzione di liberare tutti quanti. Il lavoro di ricerca nel 2015 si è arricchito dei contributi di associazioni o singoli operanti nel territorio: da Modena a Casalgrande, da Piacenza a Carpi, sbarcando a San Marino, molti hanno contribuito ad arricchire il lavoro ormai storico del Gruppo dello Zuccherificio di Ravenna, il GaP di Rimini e di AdEst a Bologna.

Una rete che, in regime di puro volontariato, copre tutta l’Emilia Romagna. Una squadra che è cresciuta macinando chilometri, mettendosi in discussione e continuando a fare nomi e cognomi quando era molto più semplice (e remunerativo) commemorare. Una squadra che non ha “certezze”, ma che cerca di porre domande e pretende che qualcuno risponda.

Questo, nella sua forma più nobile, crediamo sia giornalismo.

Buona lettura.

Gli autori


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