Santa Europa Defensora a Vulkano: un monologo per raccontare in modo diverso la vita dei migranti

Illustrazione di Michele Papetti
Illustrazione di Michele Papetti

Il Grido della Farfalla 2016 affronterà il tema dell’immigrazione con “Santa Europa Defensora”, spettacolo di Iacopo Gardelli, interpretato da Lorenzo Carpinelli e realizzato grazie alla collaborazione di Ravenna Teatro e il Gruppo dello Zuccherificio (debutto a Vulkano il 13 settembre alle ore 19:00).

LO SPETTACOLO

La vita di un centometrista e quella di un migrante. La vita di un agonista, del mondo occidentale e della sua schizofrenia, e la vita di un migrante, di un mondo sommerso e della sua corsa verso la meta: un’esistenza diversa in Europa.
Ciò che colpisce è la somiglianza di queste due vite, nonostante la loro distanza geografica e umana: così come per l’agonismo sportivo, anche la lotta alla sopravvivenza dei migranti, all’inizio di questo XXI secolo, è fatta di ascesi, abnegazione e solitudine. Entrambe richiamano, in modo surrettizio e inquietante, la sopraffazione e la ferocia insite nel mondo naturale.
I due personaggi, nella finzione teatrale, si fondono per un attimo a Melilla, enclave spagnola in territorio marocchino, dove la civilissima Europa si è trincerata dietro venti chilometri di mura e filo spinato per contenere la pressione dei migranti, disposti a tutto pur di saltare quella barriera.
Qui, il convergere di questi due mondi svela tutta la finzione della modernità. Le cicatrici che apre sono antiche come la Storia; le violenze che produce non hanno età, attraversano il tempo immutate come malattie endemiche e incurabili.
Santa Europa Defensora è uno spettacolo che racconta l’assurda permanenza di queste violenze, che fa uso degli stereotipi mediatici nati in questi ultimi anni per rovesciarli e per mostrare quanto ancora le nostre idee si nutrano di mitologia. Tenendo sempre a mente il monito di Karl Kraus: «la civiltà finisce quando i barbari se ne fuggono via».

Santa Europa Defensora

Da martedì 13 a domenica 18 settembre, Vulkano (Via Cella 261, San Bartolo, RA)

martedì e venerdì ore 19
mercoledì e giovedì ore 21
sabato e domenica ore 17

monologo di Iacopo Gardelli
con Lorenzo Carpinelli
regia e luci di Lorenzo Carpinelli e Iacopo Gardelli
illustrazioni di Michele Papetti
in collaborazione con Ravenna Teatro e Gruppo dello Zuccherificio

Lo spettacolo è parte del cartellone di Terzo Tempo, eventi per Ravenna Città Europea dello Sport 2016, ed è ospitato all’interno de Il Grido della farfalla 2016, festival dell’informazione libera, a cura del Gruppo dello Zuccherificio.

Biglietti VulKano
intero 8 € – ridotto* e under30 5 €
*soci Coop Adriatica, soci Arci e abbonati alla Stagione dei Teatri

Per l’ingresso è necessario sottoscrivere la tessera associativa annuale al costo di 0,50 €

Informazioni e prenotazioni da martedì 6 settembre (posti limitati, prenotazione obbligatoria) Ravenna Teatro, tel. 333 7605760, da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 mail organizzazione@ravennateatro.com

GLI AUTORI

Foto di Giovanni Barbato
Foto di Giovanni Barbato

Iacopo Gardelli nasce a Ravenna nel 1990. A tredici anni incontra Moby Dick di Melville e comincia a scrivere. Si forma negli atenei di Trento e Milano, studiando filosofia. Dal 2009 al 2016 cura, assieme ad Elia Tazzari, un blog di approfondimento vario ed eventuale, Le buone interferenze. Nel 2010 pubblica a sue spese Tre dialoghi. Nel 2014 esce, per i tipi delle Edizioni del Girasole, La città sfinge. Rilettura in tre atti della novella di Nastagio. Lo stesso anno esce Coro a sei voci, libro curato dai grafici Lemon and Dust, e porta in scena con l’aiuto di Gianfranco Tondini e Roberto Magnani, L’ultimo primitivo, monologo su Dino Campana, scritto a quattro mani con Elia Tazzari e ospitato nel cartellone della 25° edizione di Ravenna Festival. Da settembre 2015 scrive per il network di Ravennanotizie, curando la rubrica Moderato Cantabile.

Lorenzo Carpinelli, 22 anni, nato a Lugo nel 1993. Fin da giovanissimo appassionato di teatro, frequenta il Liceo Classico Dante Alighieri, dove conosce la non-scuola del teatro delle Albe diventandone un membro fisso. All’età di 20 anni entra a far parte dell’associazione ravennate “Gruppo dello Zuccherificio” tramite la quale realizza uno spettacolo teatrale sul tema delle mafie in Emilia Romagna. Dal 2015 è guida della non-scuola.


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