Per non morire di gioco d’azzardo al Caffè Letterario

Sabato 17 settembre alle 10,30 c/o il Caffè Letterario di Via Diaz a Ravenna, il Gruppo dello zuccherificio organizza all’interno del Grido della Farfalla un nuovo appuntamento della rassegna “Per non morire di gioco d’azzardo”, un approfondimento sul gioco d’azzardo e le sue ripercussioni sulla società. Ancora insieme a Ravenna Cinema e Teatro delle Albe per presentare due nuovi libri che spaziano dal lessico utilizzato nel mondo dell’azzardo ai rimedi per smettere di giocare. Interverranno Chiara Pracucci, psicologa, e Raffaele K Salinari, medico e consulente ONU sui problemi sanitari, due degli autori di “Ludocrazia. Un lessico dell’azzardo di massa” (O Barra O Edizioni) e Fabio Pellerano, educatore, con Azzardopatia. Smettere di giocare d’azzardo. (Edizioni  Amrita)

Un appuntamento importante che può fornire nuovi strumenti di analisi ad amministratori, educatori e operatori sanitari che intendono affrontare il problema del gioco d’azzardo da un punto di vista differente.

Da Alias – Il Manifesto del 23/07/2016

ludocraziaAll’inizio del XX secolo, il sociologo Max Weber affermava che «l’uomo ha scacciato gli dèi e ha razionalizzato e reso calcolabile e prevedibile ciò che nelle epoche precedenti era apparso governato dal caso». Forze di calcolabilità e prevedibilità, osservava Weber, disincanteranno il mondo in maniera tale che «non ci saranno più forze misteriose, incalcolabili capaci di entrare in gioco». Non si sbagliava, ma al contempo non poteva considerare il fatto che, nell’auuale sistema, anche là dove si pongano cesure fra la sua struttura e quella della finanza globale (cosa non semplice, essendo il sistema governato e retto da hedge fund), il predatory gambling è la forma esemplificata e emblematica del disincanto e del tentativo di reincantare in forma perversa il mondo. Come? Ingabbiando la sorte, il caso, persino l’azzardo così come lo si era storicamente conosciuto. Liberato dalle sue ultime componenti meccaniche, il machine gambling si è accordato alla perfezione col passaggio dalle società disciplinari chiuse, alle società di controllo aperte, rivelandosi una strepitosa macchina non solo di assoggettamento, ma di produzione di soggetti conformi al nuovo ambiente tecnico. Il machine gambling non attiene allo stile di vita del giocatore, ma alla configurazione della sua forma di vita.

Da Azzardopatia. Smettere di giocare d’azzardo. (Premessa)

Giocare d’azzardo può creare dipendenza. Non rappresenta dunque un vizio, ma una vera e propria patologia, che tuttavia può essere curata. Spesso però è faticoso e non proprio semplice abbandonare una serie di comportamenti e di pensieri che, almeno in un primo momento, hanno procurato piacere e divertimento. Alle difficoltà che normalmente incontra una persona che decide di abbandonare il gioco d’azzardo va ad aggiungersi poi la sfiducia da parte di chi vede il giocatore come un individuo che promette e si dispera, ma che in fondo non cambierà mai.

azzardopatia-libroMolti giocatori desiderano dimenticare tutti i danni e tutta la sofferenza che il gioco d’azzardo ha portato nelle loro vite e in quelle delle persone a loro care. Quest’esperienza però non potrà mai essere cancellata, né la si potrà mai ritenere chiusa per sempre, perché il desiderio di giocare può ripresentarsi quando meno te lo aspetti.

Ogni ex giocatore sa perfettamente ciò, per cui, invece di dimenticare, farebbe bene a riorganizzare i propri pensieri e atteggiamenti in modo tale da potersi difendere da un possibile riaccendersi dell’impulso al gioco. Perché, una volta che si è smesso di giocare, succede un po’ come per un grande amore ormai finito: se dopo tanto tempo incontrate per strada la vostra vecchia fiamma, probabilmente vi farà ancora effetto ricordare i bei momenti vissuti insieme, ma se siete preparati, dopo un primo turbamento riprenderete tranquillamente il vostro cammino, senza far nulla di cui poi potreste pentirvi.

Questo libro, che nasce dal lavoro quotidiano con chi tutti i giorni si impegna per smettere di giocare d’azzardo, non vuole essere un manuale da seguire pedestremente per raggiungere un preciso obiettivo, ma una serie organizzata di stimoli che possono condurre alla consapevolezza che si può smettere e comunque stare bene, anzi, meglio di prima.


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