Dal libero informatore al libero informato: l’ottava edizione del Grido*

*Pubblicato su Ravenna&Dintorni (qui la versione sfogliabile online e qui pdf da scaricare)

sitoLa libera informazione è costituita da due elementi fondamentali: il libero informato e il libero informatore. Sono importantissimi entrambi. Il libero informato è colui che si crea un’opinione come conseguenza dell’informazione. Quando riceve una notizia, infatti, prima ancora di chiedersi se sia fondata o meno, il libero informato avverte un sentimento, anche frutto del suo pensiero pregresso. Indignazione, rabbia, stupore, meraviglia, entusiasmo, curiosità. Sentimenti umani. A loro volta, questi sentimenti generano una reazione che, in gran parte dei casi, sarà diffondere la notizia a chi sta di fianco, per stimolare le sensazioni altrui. Se l’impresa avrà successo, nel giro di pochi giorni, ma a volte bastano pochi minuti, la notizia avrà raggiunto un bacino di conoscitori piuttosto ampio. Il libero informatore è colui da cui parte la notizia, che scatena le reazioni ed è anche colui che non deve esagerare nel cavalcare i sentimenti umani, evitando che siano gli unici elementi per crearsi un’opinione, utilizzando un’informazione il più possibile oggettiva e completamente veritiera. Egli ha l’obbiettivo di raggiungere l’opinione pubblica e deve essere il più onesto possibile, il che vuol dire che la sua notizia dev’essere accertata e fondata, ma soprattutto non influenzata da chi lo minaccia con specchietti retrovisori rotti o gomme forate e, in certi casi, con querele. La libera informazione non è un’opinione. Quella viene dopo. Ed è sempre giusto che sorga, ma sempre dopo un’informazione libera. Viviamo in un paese relegato al 77esimo posto nella classifica di Reporters Sans Frontières, con complemento di limitazione la libertà di stampa. I giornali che ne hanno diffuso la notizia indicavano come motivi del risultato le minacce e le querele che diversi giornalisti italiani hanno ricevuto da criminalità organizzata e da alcune istituzioni. Per andare avanti, per non arrendersi al demerito di un 77esimo posto (quartultimi in Europa e, sì, secondo la nostra opinione, è un demerito) anche quest’anno, come ormai da sette anni a questa parte, il Gruppo dello Zuccherificio presenta a Ravenna l’ottava edizione del Grido della Farfalla, il festival della libera informazione.

Carlo Garavini


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