La storia di Federico Aldrovandi: presentazione del libro di Fabio Anselmo

Giovedì 14 giugno alle 20.45 c/o il circolo Arci DOCK 61 in Via Magazzini posteriori a Ravenna siamo lieti di poter ospitare la presentazione del libro “Federico” di Fabio Anselmo (Ed. Fandango), il racconto della vicenda personale di Federico Aldrovandi, della sua famiglia e dell’avvocato Anselmo che è diventata patrimonio della storia dei diritti civili del nostro Paese. Saranno presenti Fabio Anselmo (autore del libro e avvocato delle famiglie Aldrovandi e Cucchi) e Ilaria Cucchi (Presidente dell’associazione Stefano Cucchi Onlus). Modera l’incontro Duccio Facchini (giornalista di Altreconomia e autore del libro “Mi cercarono l’anima. Storia di Stefano Cucchi” Ed. Altreconomia).
La serata è realizzata in collaborazione con il circolo Arci DOCK 61Libera RavennaAmnesty Ravenna e Cgil Ravenna.

“Quello che non cambierà mai è che Federico Aldrovandi, un ragazzo cheaveva appena compiuto 18 anni, non c’è e non ci sarà mai più. È con questarealtà, e con questa tragedia, che i suoi genitori e suo fratello dovranno fare iconti tutti i sacrosanti giorni della loro vita. Quindi per cortesia, nonesprimeteci la vostra solidarietà fasulla, ipocrita, quando ci querelate perchéchiediamo giustizia. Non fatelo, abbiate il pudore di lasciarci in pace. Hofinito.”

IL LIBRO
Fabio Anselmo è un avvocato di Ferrara, titolare di un piccolo studio di provincia specializzato in casi di malasanità.
Il 25 settembre 2005 riceve una telefonata che cambierà per sempre la sua vita e quella di molti intorno a lui. Quella mattina Federico Aldrovandi, un giovane studente ferrarese, muore di asfissia posturale in seguito ai colpi ricevuti durante un fermo di polizia. Ha 18 anni. A chiamare l’avv. Anselmo è Patrizia Moretti, la madre di Federico.
Questo è l’inizio di uno dei più importanti casi giudiziari degli ultimi anni che ha sconvolto l’opinione pubblica nazionale e ha contribuito a insinuare il dubbio che al nostro ordinamento mancasse qualcosa di fondamentale: il reato di tortura. A raccontarlo in prima persona è proprio l’avvocato della famiglia Aldrovandi, Fabio Anselmo, che dopo questo caso è diventato consulente in molti dei processi che hanno visto coinvolti poliziotti,
carabinieri, medici come nei casi Cucchi, Magherini, Narducci, Budroni, Uva, ma anche quello di Davide Bifolco, il 17enne ucciso dal colpo sparato da un carabiniere a bordo di uno scooter nel settembre 2014 a Napoli.
Attraverso i ricordi e gli appunti di prima mano di Anselmo entriamo nel profondo di una vicenda personale che è diventata patrimonio della storia dei diritti civili del nostro Paese. Accanto a perizie e arringhe, incontriamo le emozioni, le paure e i fallimenti di un uomo che si è trovato improvvisamente al centro di un processo mediatico che ha contribuito a far esplodere. L’autore è bravissimo a tessere un memoir spurio, un procedurale intimo, il romanzo di una vita spezzata che va oltre l’ultima immagine del cadavere di Aldro e ci fa
incontrare per la prima volta il sorriso di Federico.

FABIO ANSELMO
avvocato, è il legale della famiglia Cucchi nel processo per la morte di Stefano Cucchi. Negli anni si è specializzato nei casi di abusi delle forze dell’ordine, e ha seguito, tra gli altri, i casi per le morti di Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino, Riccardo Magherini, Giuseppe Uva. Luciano Isidro Diaz, Vittorio Morneghini, Denis Bergamini, Dino Budroni e Davide Bifolco, rappresentando i familiari delle vittime. Nel 2016 ha vinto il Premio Borsellino. Questo è il suo primo libro.


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