Edizione 2013

 2° EDIZIONE – 2013 –

SEZIONE  NAZIONALE GIOVANI

-1° premio: Claudia Campese – “Confiscate e abbandonate”

Uno dei compiti del giornalismo d inchiesta è quello di raccontare le storie dal loro “lato oscuro”. Gli autori in questa inchiesta portano a galla la gestione dei beni confiscati in Italia. Tra confusione legiferativa e storture burocratiche il racconto esce dal binario puramente giornalistico e diventa il manifesto di un paese che vorremmo vedere diverso.

-2° premio: Il Clandestino – “Amici strozzini”

Un lavoro corale, quattro cronisti per amore che sfondano il tabù dell’omertà portando in superficie uno dei reati più subdoli e virulenti perché spesso perpetuato dall’estortore della “porta accanto”. Un’inchiesta condotta con linearità, chiarezza e coraggio che non ha paura di dire la verità e di mostrare a tutta la comunità il volto della violenza. Il Clandestino si dimostra ancora una volta fucina di talenti e soprattutto di persone per bene.

 grido della farfalla

PREMIO NAZIONALE

1° premio: Andrea Palladino e Luciano Scalettari – “L’ultimo viaggio di Ilaria Alpi e Miran”

Una storia che molti hanno voluto dimenticare. Un’inchiesta che nasce e che cresce negli anni con il duplice scopo di restituire alla storia di due giornalisti onesti un finale di giustizia e verità. L’attenzione nei particolari, l’uso delle parole e degli spazi scandiscono il ritmo di un inchiesta che come un crescendo rossiniano ci porta accanto ai protagonisti negli ultimi istanti della loro vita, l’utilizzo della documentazione dimostra l’estrema professionalità degli autori, un lavoro perfetto che dimostra che anche in questo paese narcotizzato il giornalismo d’inchiesta è ancora vivo.

2° premio: Antonio Mazzeo – “Mafia-Stato. La trattativa continua ora”

Mazzeo ha una grande capacità, ormai rara ne panorama giornalistico italiano, quella di riannodare con perizia e pazienza la storia degli uomini, partendo dal particolare di una piccolo paese del messinese per raggiungere l’apice di una delle storie più controverse degli ultimi 20 anni: la trattativa Stato/Mafia. Mazzeo fa i nomi, non si nasconde, nell’incedere del racconto crea curiosità nel lettore, l’invita a non credere alle verità di comodo dettate da media compiacenti ma di entrare nel merito e nella profondità delle cose. Un’inchiesta vera, di un militante che regala al giornalismo velinista una lezione di mestiere e onestà.

 

MENZIONE SPECIALE

– Ester Castano

L’inchiesta “Sedriano Ndrangheta Celeste” unisce il racconto dei fatti in modo dettagliato e documentato a una scrittura incalzante che invita alla lettura. E’ una inchiesta a testa alta, scritta con coraggio da una ragazza poco più che ventenne che non si fa scrupolo di attaccare i potenti e di denunciare le infiltrazioni mafiose nel suo territorio, nonostante le continue querele e calunnie alla quale è quotidianamente sottoposta.

PREMIO HONORIS CAUSA

– David Oddone e Fabio D’Urso.  Una decisione della giuria che descrive la necessità di unire le storie e le battaglie di giornalisti del nord e del sud nella lotta alla mafia

Fabio D’Urso – In tutti questi anni, da una posizione scomoda ma autentica, ha lottato per custodire e tramandare quell’esperienza di vita e professionale rappresentata da “I Siciliani” di Pippo Fava. Lontano dai giornali ufficiali e dai riflettori, Fabio ha rappresentato un esempio di coerenza e lealtà verso il racconto dei fatti. Ha sempre rifiutato la trasformazione della notizia in merce e ha messo le parole al servizio degli ultimi, di quelli che rimangono indietro, di chi fa fatica a vivere. Un giornalismo residente e resistente quello che premiamo dunque oggi e che rappresenta una pagina significativa del giornalismo etico in Italia.

David Oddone –  Così come residente, resistente e etica e’ l’attività del giornalista David Oddone a San Marino. In questi anni di inchieste con caparbietà David ha saputo guardare dentro i palazzi del potere superando rischi, silenzi e omertà. Seguendo l’insegnamento di Falcone “Follow the money” ha ricostruito l’ingresso delle mafie nello Stato in cui vive. A David il premio honoris causa, perché continui a guardare dietro la versione ufficiale di fatti e di questi fatti sappia essere custode libero, nell’interesse generale della democrazia e dei cittadini. Sapendo, infine, di non essere più solo.