Edizione 2015

4° EDIZIONE – 2015

Foto di Giorgio Zattini
Foto di Giorgio Zattini

La giornata conclusiva del Grido della Farfalla è dedicata, anche per l’edizione 2015, al premio giornalistico d’inchiesta “Gruppo dello Zuccherificio”. Domenica 27 settembre, sul palco di Piazza Unità d’Italia a Ravenna, Carla Baroncelli, Pietro Raitano e Gaetano Alessi hanno premiato Giovanni Viafora (premio nazionale), Donato Ungaro e la redazione di Piazza Grande (premio honoris causa, presente il direttore Leonardo Tancredi).
La giuria ha ricordato che quest’anno non sono stati premiati i partecipanti della categoria giovani (under 25) perché i lavori ricevuti non rispondevano ai criteri di “inchiesta”.

Pubblichiamo le motivazioni dei nostri giurati.

PREMIO NAZIONALE

Primo Premio: Giovanni Viafora

Vi sono storie che in Italia si preferisce non raccontare. Gli affari della Chiesa di Pietro appartengono a questa categoria. Giovanni Viafora lo fa senza nessuna paura, incastonando un’inchiesta dirompente proprio nel cattolicissimo Veneto.
Un lavoro d’intuizione e numeri che ricostruisce l’intero “castello” societario della diocesi di Padova e il relativo patrimonio immobiliare, condotto in maniera accurata, preciso come un bisturi, ordinato e chiarissimo. Tanto chiaro che se dovesse finire nelle mani di Papa Francesco i prelati di Padova, che girano in Bmw, avrebbero i giorni contati.
Secondo Premio: Giuseppe Pipitone

Pipitone ha la capacità di portare il lettore dentro la storia.
Fargli respirare il tempo, le azioni, i meccanismi contorti del paese Italia.
La narrazione è così convincente che sembra di poter toccare con mano i personaggi dell’inchiesta.
Falange Armata è un lavoro maturo, che fa nomi e cognomi e che non nasconde nulla della palude che circonda il paese negli ultimi 30 anni.
E finisce con un interrogativo: “Che cosa ci sia dietro quella sigla, dentro quella scatola vuota nata tre giorni dopo la morte di Gladio, non è ancora oggi dato sapere”, che ratifica una certezza:il cronista non mollerà la presa fin quando la verità non sarà raggiunta.

MENZIONE SPECIALE

L’inchiesta di Tamara Ferrara lascia senza parole.
L’idea che le immagini e le storie del film American Sniper potessero essere traslate dal volto hollywoodiano di Bradley Cooper su visi e nomi italiani era una cosa impensabile.
La Ferrari invece ci porta in un mondo totalmente dimenticato, cacciato via dalle coscenze sporche di un paese che ufficialmente “rifiuta la guerra” ma che ha alcuni suoi figli marchiati a sangue da quanto successo sui campi di battaglia.
L’inchiesta squarcia il velo dell’ipocrisia, e lo fa senza cercare il “sensazionalismo”, con garbo e sensibilità ed avendo la capacità di ascoltare, recepire e consegnare al nostro paese una verità che non si vuole accettare: che l’Italia è un paese in guerra.

PREMIO “HONORIS CAUSA”

Anche l’edizione 2015 del premio giornalistico d’Inchiesta Gruppo dello Zuccherificio ha il suo premio honoris causa dedicato ai giornalisti che abbiano illuminato con la loro attività battaglie poco raccontate dai mass media e assenti nell’agenda politica del Paese.
Quest’anno il premio va a Donato Ungaro e alla redazione del giornale Piazza Grande di Bologna.
Donato Ungaro ha sempre avuto il “tarlo delle notizie” e inizia ad indagare su affari strani che si verificano nel reggiano. Donato aveva capito quasi tutto dieci anni prima che la procura di Bologna disponesse un blitz sulle infiltrazioni delle cosche ‘ndranghetiste a Reggio e a Brescello, dove i cutresi hanno costruito un quartiere ribattezzato “Cutrello”. Ungaro non vive più a Brescello e ha perso il lavoro da vigile urbano, ma non ha smesso di raccontare.