Silenzio Stampa – Noi che la mafia non la sentiamo neanche di striscio

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“Silenzio stampa – noi che la mafia non la sentiamo neanche di striscio” è il titolo dello spettacolo teatrale realizzato dal “Gruppo Dello Zuccherificio” e portato in scena da 11 ragazzi del liceo classico Dante Alighieri di Ravenna.

La sceneggiatura originale è di Lorenzo Carpinelli che ha trasposto le informazioni contenute nel dossier “Le mafie in Emilia Romagna” della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, realizzato in collaborazione con Gaetano Alessi (premio Pippo Fava 2012) ed al quale il Gruppo dello Zuccherificio ha contribuito.

Lo spettacolo teatrale racconta ed esplora a fondo, denuncia gli stereotipi, rivela verità scomode: storie poco conosciute, che rischiano di essere tenute a distanza se ascoltate attraverso le parole di una debole cronaca giornalistica. L’azione teatrale dona empatia alle vicende messe in scena e fa comprendere allo spettatore quanto la mafia abbia fondamenta ben piazzate anche nel nord “pulito”; fa sgranare increduli gli occhi di chi si chiede come certe cose possano accadere e chi le stia favorendo; fa calare il silenzio su chi ha compreso solo adesso che la mafia approfitta di tutti noi, calpestando diritti e dignità. Anche chi conosce queste storie si rende conto che possono essere di straordinario valore educativo perchè raccontate con tale intensità da ragazzi prossimi ai 20 anni, che si immedesimano in personaggi spesso loro coetanei ai quali la mafia strappa quotidianamente pezzi di vita, deformandola e segnandola indelebilmente. Non dobbiamo scordare mai le parole di Antonino Caponnetto “la mafia teme  la scuola più che la giustizia”: questo messaggio non è rivolto solo alle istituzioni, ai dirigenti scolastici e agli insegnanti, ma a tutti i soggetti che influenzano la capacità dei giovani di intendere e volere essere cittadini.

Durante questo lungo periodo di stanchezza dell’informazione di massa, nella sua forma e sostanza, l’indifferenza spalleggia le mafie nelle infiltrazioni al nord e la crisi dell’impegno e della partecipazione non genera gli anticorpi adeguati per sviluppare una cultura della legalità diffusa. Quando però sono le nuove generazioni a caricarsi della responsabilità della lotta alla mafia possiamo sostenere con più fiducia, usando le parole di Giovanni Falcone, che “la mafia, in quanto fenomeno umano, ha un principio, una sua evoluzione e una sua fine”

Qui alcune immagini dello spettacolo al teatro Rasi di Ravenna.

Per informazioni sullo spettacolo, sulle date e su come organizzare una replica nel proprio Comune:

– gruppodellozuccherificio@gmail.com

– 3472744055 (Lorenzo)

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